Il fascino della Basilicata tra borghi e natura

1° giorno, 25 maggio – Castelmezzano (PZ)

Da qualche mese la nostra famiglia si è allargata, abbiamo aggiunto una componente e vogliamo capire se regge i nostri ritmi vacanzieri e se è davvero come noi mattaperiviaggi!

Abbiamo approfittato di un regalo, un box vacanza per un fine settimana, e abbiamo selezionato dal pacchetto l’Agriturismo La Grotta dell’Eremita***, una struttura immersa nel verde e nella pace della natura lucana. Gli alloggi sono dei cottage in pietre molto puliti e ben tenuti, anche la colazione e i pasti sono veramente genuini e assolutamente autoprodotti, basta affidarsi ai consigli del personale titolare e si è davvero in buone mani.

Il motivo per cui abbiamo scelto di fare un giro in Basilicata, nel mezzo della primavera, è perché da questa parti si trova uno dei più belli e caratteristici paesaggi della nostra penisola, già inserito nel circuito dei borghi più belli d’Italia, premiato nel 2020 con la bandiera arancione dal Touring Club Italiano e segnalato anche a livello internazionale da prestigiose riviste straniere: si tratta di Castelmezzano, in provincia di Potenza, un gioiello da preservare, un vero e proprio presepe incastonato nelle Dolomiti lucane.

Con le sue meno di mille anime, Castelmezzano, situato a 750 metri s.l.m., ha subito negli anni uno spopolamento a favore della città, con il risultato che la popolazione è mediamente anziana, ma assolutamente in grado di rivitalizzare il paese dal punto di vista turistico al punto da richiamare tantissimi turisti sia in inverno, quando il paesaggio si trasforma in un caratteristico presepe, sia in estate.

Lo spettacolo paesaggistico lascia davvero a bocca aperta ed è ancora più apprezzabile dall’alto di ciò che resta dell’antico Castello (Castrum medianum), probabilmente risalente all’epoca della dominazione normanna, costruito a ridosso di una montagna. L’unica traccia del Castello è una ripida scalinata, chiamata Gradinata normanna, scavata all’interno roccia, che si perde poi sulla cima, nel punto più alto della località.

È interessante sapere che la roccia presente, nella quale è incastonato il paese di Castelmezzano, è la stessa che si trova in Trentino-Alto-Adige e in Veneto, si tratta, infatti, della caratteristica Dolomia, con il suo inconfondibile colore grigiastro e la morfologia piuttosto levigata. Tantissimi, infatti, arrivano a Castelmezzano non solo per godere della tranquillità naturalistica, ma anche per percorrere sentieri, fare trekking nel Parco regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane, ma anche per arrampicarsi sulle ripidi pareti, percorrere ponti nepalesi e lanciarsi in un indomito volo dell’angelo, l’importante è prenotare con largo anticipo (clicca qui per prenotare).

Qui un nostro articolo su Castelmezzano (PZ) pubblicato su www.vipiu.it.

2° giorno, 26 maggio – Pietrapertosa (PZ) e Campomaggiore Vecchia (PZ)

La gemella di Castelmezzano è Pietrapertosa, anch’essa inserita tra i borghi più belli d’Italia per la sua caratteristica struttura paesaggistica. A Pietrapertosa la popolazione non arriva nemmeno alle mille anime ed è paese più alto della Basilicata con i suoi circa 1100 m s.l.m. Il suo nome Pietrapertosa o “Pietraperciata”, cioè forata, dato dalle popolazioni italiche che vi si insediarono pare derivi dal fatto di aver avvistato un buco in una rupe da adibire a rifugio.

Dal centro storico si raggiunge il quartiere arabo fortificato, chiamato Arabata, un crogiolo di cunicoli e viottoli inaccessibili ai mezzi motorizzati, completamente appoggiato sulla roccia, da cui poi ci si può inerpicare fino al Castello normanno-svevo, una struttura recuperata ad arte.

Essendo in zona, non ci si può far sfuggire una visita a Campomaggiore Vecchia, un complesso di ruderi costituente il vecchio insediamento abitativo del paese, poi spazzato via da una frana e diventato oggi uno dei tanti villaggio fantasma della nostra Italia. Oggi la location è adoperata per spettacoli all’aperto, gestiti da una compagnia che fa capo alla Città dell’utopia, sicuramente di buon auspicio.

Qui un nostro articolo su Pietrapertosa e Campomaggiore Vecchia (PZ) pubblicato su www.vipiu.it.

3° giorno, 27 maggio – Cascate di San Fele (PZ)

In un paio di ore di macchina in direzione nord da Pietrapertosa (PZ) si arriva alle Cascate di San Fele, uno spettacolo naturalistico nel mezzo della Basilicata.

Per fortuna il tempo è davvero bello, per cui decidiamo di intraprendere con le bambine il percorso di circa un paio di ore che si snoda all’interno del parco e che porta ai siti in cui scorrono le cascate. Il bosco è tenuto bene, attrezzato con aree pic-nic, cartelli esplicativi e fontane di acqua potabile, ovviamente occorre un abbigliamento consono per una passeggiata trekking immersa nella natura.

L’escursione a piedi si è rivelata una bellissima esperienza naturalistica che Sara, alle sua prime uscite a piedi, ha apprezzato molto…e, in realtà, anche Gaia, sebbene abbia passato tutto il tempo nel marsupio!!! 

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