12 luglio – 22 luglio 2019
1° giorno, 12 luglio – Bari-Siviglia-Lisbona
Eccoci in partenza…bisogna dire che non siamo soli: abbiamo le nostre piccole al seguito, Sara di quattro anni e mezzo e Gaia di un anno e mezzo, infatti da qualche anno le nostre vacanze hanno assunto tutt’altra formula e sono a prova di famiglia!!!
Con Ryanair abbiamo avuto la possibilità di imbarcare in stiva il seggiolino per auto per Gaia e il passeggino, che presumibilmente utilizzeranno entrambe a turno. Il rialzo per Sara, invece, siamo riusciti a metterlo in una valigia imbarcata: con l‘opzione Family di Ryanair ti assegnano il posto, la priorità, due bagagli da imbarcare e la possibilità di portare due borse a mano, conviene davvero.
Di fatto, il nostro viaggio prevede la prima tappa a Lisbona, per cui bisogna noleggiare l’auto in Spagna e passare in Portogallo….e qui cominciano i primi problemi. Occorre sapere che il noleggio transfrontaliero non è possibile, nel senso che in linea generale non è ammesso dalle compagnie di noleggio, soprattutto da quello low cost. Noi abbiamo comunicato all’impiegato di Centauro rent a Siviglia che avevamo intenzione di passare dei giorni in Portogallo e il ragazzo ci ha sorriso, dicendoci che non era possibile, ma dandoci anche due chance: la prima era di pagare un’assicurazione con copertura totale della franchigia a 210 euro e senza reservation di 1050 euro (la franchigia) dalla carta di credito oppure pagare 9 euro al giorno per il passaggio transfrontaliero. Il ragazzo è stato molto chiaro e ci ha spiegato che le due opzioni erano incompatibili tra di loro e che conveniva fare l’assicurazione totale così in caso di piccoli danni alla vettura, avremmo sempre potuto dire che era accaduto in Spagna, ma il problema più grave era che comunque per il Portogallo, in caso di gravi incidenti, eravamo senza copertura assicurativa, situazione davvero pericolosa, tuttavia non avevamo alternative e abbiamo accettato il rischio.
Per rimanere più tempo possibile in Spagna, ma anche perchè il navigatore l’ha data come prima opzione, abbiamo fatto il tragitto Siviglia-Lisbona via Merida, dall’interno, passando da un paesaggio brullo, roccioso, rossiccio, rovente con punte di 39 gradi ad un paesaggio che via via, arrivando verso la costa portoghese, lasciava il passo ad una vegetazione mediterranea con pini marittimi, oleandri, viti e una temperatura più mite di 25 gradi.
In tutto sono circa 450 Km, la maggior parte su autostrade spagnole ben messe e completamente gratuite, circa 200 km su autostrade portoghesi a pagamento, anche queste ben messe, con ritiro del biglietto all’ingresso e pagamento all’uscita.
Ci ha sempre incuriosito la questione del fuso orario, basta un passo, è sufficiente varcare un confine di Stato e bisogna sistemare l’orologio: in Portogallo sono un’ora avanti rispetto alla Spagna e all’Italia e questo permette di guaragnare in termini di luce!
La destinazione è l’Holiday Inn Express di Lisbona-Oeiras, un buon hotel con arredamento standard dell’Holiday Inn e colazione internazionale abbondante, l’unica pecca è l’assenza di nutella, che è l’unico cibo per la colazione della nostra bambina. Alla reception sono stati molto cordiali e ci hanno fornito tutte le informazioni necessarie per visitare al meglio Lisbona.
Dopo aver fatto il check-in e sistemato i bagagli, si può anche cenare a Lisbona, sicchè raggiungiamo in macchina la stazione di Paço de Arcos, a 5 minuti dall’hotel, e poi treno e metropolitana per la stazione di Cais do Sodrè. In altri tempi ci saremmo fermati alla stazione di Alges, dove si svolge in questi giorni il NOS Alive, uno dei più grandi festival rock e new wave d’Europa, quest’anno ci sono gli Smashing Pumpkins, The Chemical Brothers e tanti altri, c’è tantissima gente in giro, ma noi preferiamo fare un giretto tranquillo con le nostre bimbe in centro!
La prima impressione di Lisbona è positiva, tanti turisti, locali, ma appena messo piede fuori dalla stazione ci colpiscono due scene: la prima è uno scambio veloce di palline bianche tra un gruppo di ragazzi nordeuropei e un altro, accompagnato, però, da qualche schiamazzo di troppo, l’altra ha ache fare con un ragazzo che ci taglia velocemente la strada e infila una pallina bianca sotto un bicchiere rovesciato vicino ad un palo e poi va via….si capise subito che il mercato c’è ed è anche molto sfontato! Dispiace dirlo, ma queste situazioni influiscono sul senso di sicurezza che una città può dare di primo acchito.
Ad ogni modo, si è fatto tardi e decidiamo di cenare nel primo posto che ci capita, il Restaurante Cais 16, carino, ma ci sembra subito di capire che non vi siano dei piatti tipici portoghesi e, inoltre, gli anelli di calamaro fritto sono congelati…non va bene!





2° giorno, 13 luglio – Oceanario a Lisbona
Il tempo a Lisbona è davvero strano, la temperatura si aggira intorno ai 25-27 gradi, ma il nebbione che copre la città di prima mattina è inquietante.
Considerate le condizioni meteorologiche, decidiamo di passare la mattinata all’Oceanario di Lisbona situato al parco delle nazioni, uno dei più grandi d’Europa, e le aspettative sono ben riposte, infatti le bambine si sono divertite, c’è una vasca enorme con tante razze di pesci e tante altre più piccole che riproducono diversi climi, dai tropicali agli artici. Per raggiungerlo, bisogna scendere alla fermata della metro Estacao do Oriente.
La zona dell’Oceanario è molto bella, si tratta di un’area dedicata all’Expo, che hanno recuperato e destinato ad attrazioni, locali, uffici e centri commerciali. Si approfitta per fare un giro in teleferica per ammirare il panorama della città, con i bellissimi ponti che attraversano il fiume Tago: il ponte 25 de Abril, in ferro rosso, e il ponte Vasco da Gama, in ferro bianco e molto più lungo.
Nel pomeriggio si torna in centro. Scendendo alla stazione di Rossio è possibile fare un giro per Rua Augusta, molto carina, percorsa da molti turisti e costellata di ristoranti e negozi, sia qulli tipici portoghesi sia le solite catene onnipresenti, per giungere fino a Praca do Comércio e al Cais de Colunas per scattare quelche foto, dopo si possono risalire anche le parallele della Rua Augusta a Praca Dom Pedro IV e Praca da Figueira con il suo caratteristico mercatino.
Per la sera abbiamo voglia di carne e, poiché avevamo visto nei pressi dell’hotel a Oeiras l’insegna di una churrascaria, allora raggiungiamo in macchina il Restaurante Casa Velha a Porto Salvo. Una buonissima e varia grigliata per 2 è sufficiente a sfamare la nostra famiglia, i prezzi sono bassi, il servizio cordiale e veloce a la birra è davvero fresca. Da assaggiare è il formaggio che servono per ingannare l’attesa in arrivo dei piatti





3° giorno, 14 luglio – Un giro a Lisbona e Cabo da Roca
La mattinata si presenta abbastanza ventosa, ma la temperatura è buona per un giro in città. Scendiamo alla stazione di Alges perchè avevo notato che la successiva stazione di Belem è scomoda per i passeggini e poi la Torre di Belem pare sia più vicida da Alges. Ad ogni modo, una bella passeggiata accanto alla ciclabile che da Alges porta alla Torre mette in moto il metabolismo, anche per le bambine!
La Torre di Belem è una bellissima costruzione nel mare, peccato che ci sia la fila per entrare, per cui decidiamo di soprassedere e passare oltre, in direzione Padrao dos Discobrimentos, una struttura imponente a forma di caravella che funziona da museo e al tempo stesso da Miraduro. Qui con le bambine ci fanno saltare la fila, per cui dediciamo di entrare per scattare qualche foto dall’alto. È sufficiente utilizzare il sottopasso per ritrovarsi nel Jardim da Praca do Império e poi ammirare il Monasterio dos Jeronimos e la Paroquia de Santa Maria de Belém, dove ci tocca fare la fila sotto il sole, salvo poi essere ripresi dal simpaticissimo custode all’ingresso, gratuito, che ci fa notare che in Portogallo, come in Italia, dice lui, le famiglie con i bambini non fanno le file!!!
A due passi dalla chiesa vi è la famosa Pasteis de Belém, dove per poter gustare una pastel de nata, buonissima chicca della pasticceria portoghese, fatta di un canestro di pasta sfoglia con crema alla cannella e zucchero caramellato in superficie, bisogna fare la fila! Noi decidiamo di soprassedere, anche perché di pastel de nata ci siamo scofanati a colazione! Da Belém prendiamo un tram, avendo fatto la tessera giornaliera per tutti i mezzi, in direzione Praca do Comercio, attraversando in superficie tutta la città, caratterizzata dalle famose palazzine rivestite di Azulejos, maioliche bellissime molto colorate. L’obiettivo è quello di visitare al chiesa do Carmo, ma è domenica ed è chiusa, per cui proviamo a salire sull’Elevador de Santa Justa per ammirarla dall’alto e poi sempre in tram si raggiunge il Castelo de S. Jorge, il Miraduro da Santa Luzia, che si affaccia sull’Alfama, il quartiere più antico della città, non toccato dal terremoto del 1755 che devastò Lisbona. L’Alfama è davvero caratteristico, un intrico di viuzze, quasi un labirinto, pieno di localini molto carini e attraversato dal famoso tram 28 su rotaia.
L’intenzione era quella di riuscire ad ammirare il tramonto nella postazione più occidentale dell’Europa, Cabo da Roca, ma nella mezzora di macchina che separa Lisbona da questa località il clima subisce una incredibile trasformazione: nuvoloni, vento e freddo ci impediscono di gustarci il tramonto, ma anche avvolto nelle nubi, il luogo è davvero incantevole, misterioso, raggiunto solo da persone che amano le avventure e per le quali la geografia assume in significato fondamentale nella scelta dei viaggi.
Di ritorno da Cabo da Roca ci fermiamo nella cittadina di Cascais, la troviamo sulla strada per Lisbona. È davvero carina, piena di ristoranti e locali caratteristici, è a prova di turista e presenta anche una spiaggia molto bella, illuminata di notte, ottima per un bagno notturno!




4° giorno, 15 luglio – Praia de Figueirinha, Praia de Galapinhos
Lasciamo Lisbona per scendere giù verso Portimao, dove abbiamo prenotato un appartamento su booking.com, Mr. Antonio Apartment, ma prima di arrivarci ci facciamo un bagno nelle spiagge dell’Oceano.
Nell’insenatura di Setubal, a pochi chilometri da Lisbona, si trova un gruppo di spiagge sabbiose, Praia de Galapinhos, Praia de Galàpos, Praia de Figueirinha. Si lascia l’auto in un parcheggio e un autobus fa la spola avanti e indietro per le tre spiagge. Noi decidiamo di fermarci nell’ultima, Praia Figueirinha, la più grande, attrezzata con sdraio e ombrelloni, e poi, risalendo, nella prima, Prahia de Galapinhos, che, però, per raggiungerla, bisogna percorrere un sentiero non molto agevole, sterrato e stretto, ma anche questo fa parte della vacanza e le bimbe adorano le avventure.
Ora, per noi era la prima volta che ci capitava di bagnarci nell’Oceano e bisogna dire che l’acqua è davvero fredda. Per le bambine eravamo attrezzati con le mute, ma nonostante la muta, Sara faceva davvero fatica a immergersi, Gaia non ne parliamo nemmeno.
Dopo il bagno si riprende il viaggio verso sud, l’Algarve si trova a circa 200 Km, raggiungibile con l’autostrada A2 a pagamento con biglietto e, qui viene la nota dolente, la A22, a pagamento, ma con sistema Electronic Tool. Il sistema è una trappola, se non si è accuratamente informati: l’autostrada viene pagata mediante carta di credito, carta prepagata oppure con telepass e i soldi vengono scalati al passaggio sotto telecamere collocate lungo la strada. Pare che se si entri in Algarve dalla Spagna con macchina non portoghese, vi sia un sistema al quale bisogna accostarsi, far fotografare la targa e associare la propria carta di credito, ma noi non siamo entrati dalla Spagna, ma eravamo già in Portogallo, per cui, dopo aver pagato in contanti al A2, siamo entrati in A22 e non ci siamo accorti di nulla. Solo al terzo cartello, nei pressi di Portimao, con la dicitura TAXAS ci siamo ricordati di alcune informazioni che avevamo letto, ma ormai è tardi e decidiamo di rimandare il problema al giorno dopo




5° giorno, 16 luglio – Portimao – Praia da Rocha, Albufeira
La prima cosa da fare è risolvere il problema del pedaggio dell’autostrada. Il responsabile della gestione del nostro appartamento ci dice che si può risolvere tutto all’ufficio postale, la CTT, del centro commerciale Continente, a due passi, ma qui la ragazza non sa parlare inglese e comunque ci dice che dobbiamo recarci all’ufficio centrale. L’impiegata dell’ufficio centrale ci riferisce che l’unica soluzione è prendere una prepagata da 10euro e associavi la targa. Ora, pare che le sanzioni amministrative di infrazioni commesse in uno Stato diverso da quello di immatricolazione del veicolo, non dovrebbero essere notificate, perchè non vi è un sistema di scambio di informazioni, ma per eccesso di zelo, abbiamo deciso di adottare la soluzione consigliataci.
Per rilassarci un po’, decidiamo di raggiungere la spiaggia di Portimao, Praia da Rocha.
In serata facciamo un salto ad Albufeira, città più turistica dell’Algarve e la visitiamo con il trenino caratteristico, attrazione turistica presente ovunque. La città è divisa in due zone principali: la zona dei giovani, una stradina stretta costeggiata da una moltitudine di pub, night e altre attrazioni del genere, ed una zona per famiglie, nella parte bassa della città, raggiungibile con una scala mobile. Qui ci sono molti ristoranti, per tutti i gusti e per tutte le tasche e oi decidiamo di fermarci in un locale di cucina tipica alentejana per gustare tipiche pietanze portoghesi.


6° giorno, 17 luglio – Minicrociera alle grotte di Benagil, Lagos
Noi adoriamo le minicrociere di un giorno con imbarcazioni di piccola portata, quelle che ti fanno sentire tutto il sapore e il movimento del mare, di solito ne facciamo almeno una all’anno, del resto è l’unico modo per raggiungere la famosa Grotta di Benagil e avere una prospettiva più completa della costa dell’Algarve. Optiamo per il catamarano Ophelia a 55 euro a persona (le bambine non pagano). Si parte alle 10 da Portimao e si naviga verso Carvoeiro, a turni di 10-15 persone si trasborda su motoscafi di appoggio e si visitano le cave che si aprono lungo la costa, della formazioni di tufo su cui s’infrangono le onde. Si pranza con grigliata di pollo e salsiccia, insalata, patatine, frutta e bevande a volontà, compreso il vino, “tinto” o “branco”, tutto incluso e in grande quantità in una caletta raggiungibile solo via mare, per cui ci siamo solo noi e i crocieristi di un veliero da turismo. Anche qui fare il bagno non è un’esperienza per tutti, l’acqua è davvero fredda, anche se molto invitante.
Dopo la pausa pranzo si ritorna a Portimao e durante il viaggio si balla, potendo gustare, a pagamento, anche un bel cocktail dal bar del catamarano! Tutto sommato abbiamo trovato l’esprienza davvero entusiasmante, ci siamo divertiti molto, abbiamo mangiato, bevuto e siamo stati coccolati dall’equipaggio e dal mare.
In serata facciamo un salto a Lagos, verso est, altra località turistica caratteristica dell’Algarve, solo che il vento forte ci ha un po’ storditi, per cui decidiamo di rientrare a Portimao.





7° giorno, 18 luglio – Lagos, Praia de Dona Ana
Decidiamo di tornare a Lagos in mattinata per bagnarci nella fredde acque dell’Oceano nelle spiagge segnalate da diverse guide turistiche: Praia Dona Ana e Praia do Camilo, entrambe molto belle, la prima accessibile tramite una rampa di scale, la seconda si trova un paio di Km più avanti ed è raggiungibile sempre attraverso delle scale, ma sono molto più lunghe. Purtroppo, dopo il bagno a Praia Dona Ana, Gaia si è addormentata e ci sembra inopportuno farci le scale con la bimba in braccio, per cui decidiamo di ammirare dall’alto lo spettacolo della caletta. Tra l’altro, a differenza di Praia Dona Ana, che è attrezzata con ombrelloni e presenta alcune zone d’ombra tra le rocce, dove noi decidiamo di sostare, a Praia do Camilo si accede solo con ombrelloni personali.
Optiamo per un salto al Ponte di Piedade, un punto panoramico davvero caratteristico, conviene fermarsi e scattare alcune foto.





8° giorno, 19 luglio – Tavira, Praia do Barril
Per evitare l’autostrada A2 con il suo complicato sistema di pagamento, decidiamo di percorrere la statale fino a Tavira, così possiamo anche ammirare il paesaggio più antropizzato che caratterizza i paesini. Tavira è un centro molto caratteristico, con edifici risalenti alla dominazione dei mori ed è evidente l’autenticità delle strutture. Nel pomeriggio facciamo un salto al mare, una delle spiagge più famose della zona è Praia do Barril, situata a pochi chilometri dal centro. Poichè la spiaggia è situata al di là del Rio Formosa e della zona paludosa che si apre intorno alla sua foce, bisogna raggiungerla a piedi, percorrendo un sentiero di un paio di chilomentri, ma in alternativa si può prendere il trenino, che fa la spola avanti e indietro tra spiaggia e zona antistante il parcheggio.
La Praia do Barril è molto estesa, ma non è attrezzata con ombrelloni e sdraio, c’è un bar e dei servizi, oltre a botteghe di artigianato locale. A circa 1,5 Km dall’accesso principale, camminando verso destra, vi è anche un tratto, segnalato tra l’altro, destinato a chi volesse vivere l’esperienza della natura senza veli e costrizioni, una spiaggia naturista, insomma!
Dopo il bagno rigenerante, si riparte per la Spagna, destinazione Novotel di Siviglia. L’hotel è davvero centrale, ristrutturato di recente, un’ottima scelta sia per la posizione, a pochi passi dalla stazione della metropolitana Nervion, sia per la pulizia sia, infine, per la colazione abbondante con prodotti di ottima qualità, angolo senza glutine, prodotti senza lattosio, senza allergeni. La politica dell’hotel è caratterizzata da un’attenzione particolare per il rispetto dell’ambiente, infatti vi sono ovunque ammonimenti agli ospiti per un uso responsabile delle risorse e del cibo, al fine di evitare gli sprechi. Avevamo selezionato questo hotel anche per la presenza della piscina, situata all’ultimo piano, ci siamo andati un pomeriggio, ma era abbastanza affollata e l’ultimo piano risulta ventoso con poche zone d’ombra, insomma non proprio un sollievo nella rovente Siviglia. Se proprio bisogna trovare un neo, certamente il pagamento del parcheggio a 16 euro al giorno è un po’ seccante, non ricordavamo di averlo letto in fase di prenotazione, tuttavia è comodo, interrato, riservato a clienti, videosorvegliato e permette di accedere direttamenrte alle camere con ascensore.
Per la cena ci offrono di rimanere in hotel per una serata dal vivo con tapas a prezzo speciale, ma preferiamo uscire a fare due passi intorno all’isolato, che ospita anche un cinema multisala e un parco per bambini…e così rimaniamo inchiodati al parco, un po’ di svago anche per le bambine fa bene, la cena viene rimediata con qualcosina takeaway nei locali della zona.





9° giorno, 20 luglio – Siviglia
La città di Siviglia con il suo caldo infernale ci aspetta, siamo attrezzati con acqua, ma non è un problema…in città ci sono fontane pubbliche ad ogni isolato. Un paio di fermate di metropolitana da Nervion e siamo in centro, fermata Puerta de Jerez. Con un biglietto unico si può visitare la Cattedrale gotica, una mastodontica struttura con un altare bellissimo, che ospita anche la tomba di Cristoforo Colombo, la Giralda, un ex minareto trasformato in campanile, e la Chiesa del divino Salvador. La Giralda si può scalare per mezzo di 34 rampe, una vera avventura per i bambini. La vista di Siviglia dall’alto è davvero spettacolare e qualche foto è doverosa…attenti alle campane, potrebbero rintoccare all’improvviso!
Dalla Chiesa del Divino Salvador, che merita di essere visitata per i suoi caratteristici altari barocchi intarsiati nel legno, si raggiunge a piedi Plaza de Toros, circa 20 minuti di percorso. La nostra bambina è piena di aspettative perchè è rimasta affascinata dalla storia di Ferdinand, il film di animazione sulle vicende dei tori e delle corride. Plaza de Toros si può visitare esclusivamente con guida, ad orari prestabiliti e ne vale la pena. È senza dubbio un luogo lugubre, quando è in funzione per i suoi “spettacoli”, qualcuno, il toro o il torero, di sicuro ne esce ammaccato e questa senzazione è netta quanto entri nell’arena e la guida fa scorrere il serraglio per chiudere la porta lasciandoti sulla terra gialla, rovente, accecante, nel silenzio più assoluto.
Il caldo è troppo, si opta per un tuffo nella piscina dell’hotel, ma non è proprio un sollievo!





10° giorno, 21 luglio – Cadiz
Dopo il giro nella rovente Siviglia, decidiamo di rilassarci un po’ al mare e di percorrere quei 120 Km circa che distano da Cadiz, caratteristica cittadina che si affaccia sull’Oceano. Ci fermiano nella centralissima Playa de Santamaria, attrezzata con soltanto 24 ombrelloni accanto al ristorante Tirabuzon, ma non bisogna temere, la gente, soprattutto spagnoli che arrivano dall’entroterra, arriva con ombrelloni, tavoli e tende al seguito, infatti con soli 12 euro riusciamo ad aggiudicarci a mezzogiorno inoltrato un ombrellone e due sdraio. Sulla spiaggia ci sono anche i bagni pubblici, presidiati da una ragazza che li pulisce senza soluzione di continuità, la doccia gratuita e una fontana di acqua fresca…in Spagna è difficile morire di sete, ci sono fontane pubbliche ovunque!!!
Una delle caratteristiche più spettacolari dell’Oceano è il fenomeno delle maree, cosa alla quale non siamo abituati nel Mar Mediterraneo, né tantomeno nell’Adriatico. Quando siamo arrivati sulla spiaggia, verso mezzogiorno, la distesa di sabbia della battigia sembrava enorme e la gente risultava ben distribuita su tutta la sua superficie. Tuttavia, nonostante fosse una giornata bellissima e non ventilata, l’Oceano distribuisce a ritmi regolari piccole onde insidiose, che non si fermano quasi mai nel punto precedente, ma ingoiano, centimetro dopo centimetro, metri e metri di bagnasciuga, lambendo sistematicamente il solito sprovveduto con borsa, asciugamano e attrezzatura varia, che poi è costretto a indietreggiare. Il risultato di questa giostra naturale è che alle 19.00, a forza di indietreggiare, la gente è ammassata su una fascia strettissima di spiaggia e per arrivare al mare bisogna passare sulle teste e i corpi delle persone.
A Cadiz fare il bagno è davvero piacevole, l’acqua non è fredda e molto bassa per almeno i primi 20-30 metri, soprattutto durante l’alta marea. Altra nota interessante (per chi fosse interessato) Cadiz è il tripudio del topless: almeno una donna su due è in topless e ve ne sono tutte le forme e di tutte le dimensioni!
Un giro nel centro di Cadiz è d’obbligo, la Cattedrale nuova barocca che si affaccia sul mare è molto bella e le sue cupole hanno un sapore vagamente orientale. C’è fame e uno dei locali più affollati e presi d’assalto è la Friggitoria Las Flores! Bisogna attendere qualche minuto per un tavolo, in effetti la formula della tapas rende la cena molto più veloce. Ovviamente prendiamo frittura mista a volontà, polpo in salsa galiziana e insalata di polpo, tutto veramente buono a prezzi stracciati, solo 32euro!!!
Ora vale la pena di raccontare questa incredibile avventura accadutaci di ritorno da Cadiz. Intanto s’è fatto davvero tardi, tra cena e ritorno al parcheggio s’è fatta mezzanotte e abbiamo circa un’ora e mezza di strada per Siviglia. Nel riprendere la macchina, ci accorgiamo che la lancetta della benzina è al minimo, ma non possiamo capire se è in riserva, se c’è una spia di segnalazione, in fondo non conosciamo la macchina. Decidiamo di prendere la strada per Siviglia, ci sarà un distributore lungo l’autostrada. Per circa 10 km non si vede nulla, nel frattempo si accende una spia: siamo ufficialmente a riserva, ma ad un tratto un’indicazione: Area di servizio a 25km. Potremmo farcela con la riserva, ma la sorpresa è trovare il distributore chiuso senza self service!!! Non credevamo ai nostri occhi, nemmeno in città si trovano più pompe di benzina senza self service, ma su autostrada è davvero inconcepibile. Ad ogni modo, non abbiamo altra scelta che procedere oltre e, in effetti, dopo qualche km compare il cartello che indica la successiva area di servizio a 25 km…alla fine, dosando bene le accelerate e con velocità non sostenuta, siamo riusciti ad arrivare, ma resta il fatto che tra Cadiz e Siviglia per i primi 60 km non c’è possibilità di fare rifornimento, non è una bella cosa!





11° giorno, 22 luglio – Ultimo giro a Siviglia
Abbiamo il volo alle 17.00 e la consegna dell’auto all’aeroporto alle 14.00, quindi possiamo fare un ultimo giro nella rovente Siviglia e così decidiamo di visitare il Real Alcazar, esempio di ibridazione architettonica unica in Europa. Anche con le bambine siamo costretti a fare una fila di circa una mezzoretta, non ci sono corsie preferenziali per famiglie con i bambini, ma vale la pena farci un salto. Le stanze sono bellissimi, i mosaicisulle pareti sono ben conservati e i giardini che si aprono all’esterno sono molto curati.
Alla fine abbiamo percorso circa 1700 Km.
Una curiosità musicale: solitamente durante i viaggi all’estero Michele impone di ascoltare musica locale, per cui questa volta è andato alla ricerca di stazioni che trasmettessero solo musica portoghese e spagnola. Ebbene, viaggiare con la malinconia del fado prima e della musica andalusa dopo, che è altrettanto malinconica, è un’esperienza che contribuisce a scolpire nella memoria un bel viaggio! In tutto ciò, sia in Portogallo sia in Spagna ci è capitato di ascoltare Nek in spagnolo!





