Abruzzo tra mare, monti e trabucchi indimenticabili

1° giorno, 10 luglio 2020 – Sulmona, Pettorano sul Gizio, Pescocostanzo e Roccaraso

Siamo alla ricerca dei borghi più belli della nostra Italia, delle perle paesaggistiche e naturalistiche da esplorare e così abbiamo organizzato un viaggio in Abruzzo.

Per questi tre giorni abbiamo soggiornato all’Hotel Holidays alle porte di Roccaraso con un pacchetto Daydreams con mezza pensione. La struttura è un po’ datata, stile anni ’80 anche nel tipo di ristorazione, ma la cordialità e la disponibilità della proprietaria, che cerca di soddisfare qualsiasi esigenza dei suoi ospiti, meritano una speciale menzione. La colazione non è proprio il massimo, c’è il giusto necessario, ma a cena offrono due portate abbondanti con dessert o frutta…la genziana la offre la signora!

Cominciamo da Sulmona, in provincia dell’Aquila, il paese reso famoso dalla produzione dei confetti e non solo. Dal punto di vista naturalistico Sulmona si trova alle porte del Parco naturale della Maiella e tra di noi c’era chi scalpitava da tempo per inebriarsi del profumo di terricci boschivi in tranquille passeggiate di montagna. Non solo, ma essendo indomiti figli e figlie di Federico II di Svevia, il Puer Apuliae, sapere che lo Stupor mundi avesse scelto proprio Sulmona come capoluogo amministrativo dell’intero Abruzzo, mediante il cosiddetto Giustizierato, ci mette ancora una volta idealmente sulle sue tracce e questo ci provoca enorme soddisfazione.

Dal punto di vista architettonico e storico, invece, Sulmona vive nel ricordo degli antichi tempi romani grazie alla presenza di un antico acquedotto, a quanto pare poi ricostruito nel medioevo da Manfredi, figlio di Federico II, e di una piazza a forma di teatro. Lungo il centro storico, dedicato proprio al poeta Ovidio, si snoda un bel corso, forse un po’ deturpato, come ci tocca spesso denunciare, dal passaggio di autovetture che innervosiscono non poco i turisti.

La nostra seconda tappa è Pettorano sul Gizio, anche questo, che è uno dei Borghi più belli d’Italia, situato in provincia dell’Aquila a 656 metri sul livello del mare. Il borghetto è molto piccolo e grazioso, con una popolazione di poco più di mille anime, le cui strutture medievali, risalenti ai normanni, agli svevi e poi agli angioini, come gran parte delle città meridionali, vennero distrutte da un potente terremoto ai primi del 1700.

Tra le abitazioni civili delle famiglie baronali e le strutture religiose rinascimentali si apre un interessante bastione con una torre, il Castello Cantelmo, in parte distrutto dal terremoto e poi ricostruito in seguito, prima di essere donato al Comune di Pettorano dai proprietari. Il sito è visitabile con pochi euro e offre uno spaccato interessante dell’architettura militare medievale.

Si è fatto tardi e la fame avanza, non vediamo l’ora di buttarci in una trattoria per gustarci dei caratteristici maccheroni alla chitarra con sugo di agnello, arrosticini di pecora per le nostre bambine e i nostri bambini, mentre noi adulti possiamo anche rilassarci con dell’ottimo Cerasuolo d’Abruzzo, un rosé caratteristico di questa zona.

Un articolo su questa tappa è stato pubblicato anche su Vipiu.it, qui il link.

Dopo la visita a Sulmona e Pettorano sul Gizio il nostro viaggio prosegue per Pescostanzo e Roccaraso.

Il borghetto di Pescocostanzo, in provincia dell’Aquila, si trova all’interno del Parco Naturale della Maiella, a 1395 metri sul livello del mare, ed è inserito anch’esso tra i Borghi più belli d’Italia.

Pescocostanzo si raggiunge dopo aver attraversato lo spettacolare Altopiano delle Cinquemiglia. Il borghetto è tenuto molto bene, la pavimentazione del centro è stata rifatta di recente e lungo la stradina principale ci sono casine e chiesette ristrutturate e tirate a lucido per i tanti turisti che affollano la zona…fino a dare l’impressione di essere un luogo artificiale.

Interessante dal punto di vista paesaggistico e naturalistico è la prospettiva che dall’Eremo di Sant’Antonio di Padova sia apre sulla piana prospiciente il Monte Calvario, ai piedi del quale si trova Pescocostanzo. Se in pieno inverno il paesaggio rassomiglia ad un presepe, in primavera dev’essere davvero spettacolare la vista di immense distese di prati fioriti a ridosso delle montagne. Del resto, anche lo stesso Eremo di Sant’Antonio, collocato sullo sperone roccioso che domina il paesino è un gioiello architettonico del Duecento, caratteristico per la sua torre campanaria a vela.

Stanchi della giornata impegnativa trascorsa, con gli occhi pieni di bellezza, ci dirigiamo verso il nostro hotel a Roccaraso, stazione sciistica molto rinomata nel centro Italia.

Un articolo su questa tappa è stato pubblicato anche su Vipiu.it, qui il link.

2° giorno, 11 luglio – Gole del Sagittario, Lago ed Eremo di S. Domenico, Scanno

È stata la signora dell’hotel a suggerirci di fare un salto alle Gole del Sagittario ad Anversa degli Abruzzi (AQ), per cui abbiamo modificato il nostro programma iniziale e cominceremo la giornata da nord fino a ridiscendere verso sud in direzione Barrea e poi rientrare a Roccaraso per cena. C’è da dire che siamo in gruppo con 5 bambini dai 2 agli 11 anni e una volta arrivati alla Riserva ci accorgiamo che il percorso per la Gole è abbastanza lungo, per cui ci accontentiamo di un breve ma suggestivo sentiero che presenta diverse sorgenti e tanta vegetazione.

La seconda tappa della giornata è il Lago di San Domenico con il suo Eremo scavato in una roccia nella località di Villalago (AQ). Ci troviamo sulla strada panoramica che da Anversa degli Abruzzi porta a Scanno e poi a Barrea, ma il problema è che non c’è un parcheggio e bisogna lasciare la macchina sulla strada, anzi, le macchine, considerato che siamo in gruppo. Dopo una leggera titubanza, decidiamo di non desistere e ripercorriamo indietro la strada, sperando di trovare dei posti. Siamo fortunati…e così si può raggiungere a piedi la location mediante un ponticello rifatto negli anni ’20, dopo che l’originario era crollato. Da lì si può visitare l’Eremo di San Domenico, fatto edificare da un abate benedettino, e poi rilassarsi sulle sponde del lago, all’ombra della pineta….con circa 60 arrosticini presi dall’unico punto ristoro della zona!

Oggi si batte un po’ la fiacca, la compagnia ha voglia di relax, ma dobbiamo riprendere il nostro percorso alla volta del Lago di Scanno, caratteristico e a forma di cuore, ma che decidiamo soltanto di ammirare dalle auto, per poi fare un giro nel borghetto di Scanno (AQ), anch’esso inserito nel Club dei Borghi più belli d’Italia. Scanno è tenuto molto bene ed è curato nei minimi particolari, solo che anche qui dobbiamo constatare la presenza di troppe auto che attraversano il paese. Ci sono degli scorci meritevoli di essere immortalati in scatti perfetti con logge e stemmi araldici sui palazzi storici.

Il nostro ambizioso programma avrebbe previsto la visita al Lago di Barrea, a Villetta Barrea e perfino a Civitella Alfedena, ma ancora una volta ci siamo lasciati persuadere dalle descrizioni della signora dell’Hotel Holidays e abbiamo virato verso la Riserva naturale integrale della Camosciara all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo. Si tratta di un parco attrezzato per camping, per escursioni in bici a noleggio e passeggiate a cavallo, ma noi preferiamo prendere il trenino che ci porta ai piedi di un sentiero dal quale si possono raggiungere la Cascata delle tre Cannelle e la Cascata delle Ninfe.

Si è fatto tardi e il brutto della mezza pensione è che siamo costretti a tornare in albergo prima delle 20.45 e già siamo al limite. Percorriamo velocemente la strada che costeggia il Lago di Barrea, ma non possiamo fermarci…abbiamo solo l’attimo di uno scatto dall’alto di Barrea al calar del sole e poi via a Roccaraso.

3° giorno, 12 luglio – Santo Stefano di Sessanio, Rocca Calascio, Calascio

Oggi non bisogna perdere tempo, abbiamo circa due ore di strada da Roccaraso e un temporale che incombe su tutta la zona, stando a tutte le previsioni meteorologiche consultate. La direzione è verso nord e la prima tappa è un altro tra i Borghi più belli d’Italia, Santo Stefano di Sessanio (AQ), per raggiungere il quale abbiamo percorso una strada pazzesca che permetteva di seguire il cambiamento della vegetazione dalla macchia mediterranea con gli uliveti fino alle conifere, con la bellissima ginestra e rigogliosi abeti. Questo borghetto a 1200 metri di altitudine, abbastanza esteso per la verità, fatto di vicoli stretti davvero autentici, si è rivelato forse il più bello di questa vacanza abruzzese. Peccato solo che la Torre Medicea fosse in ristrutturazione con impalcatura a causa del terremoto del 2009…pare che l’intervento dovesse durare solo 2 anni!

Il tempo regge ancora, per cui si corre verso Calascio e Rocca Calascio a circa 1500 metri sul livello del mare. Da Calascio si prende, se si preferisce, una navetta che conduce lungo un percorso di un paio di kilometri per un dislivello di circa 200 metri, poi si prosegue necessariamente a piedi per un percorso accidentato e non protetto per arrivare fino in cima. La Rocca è stata il set di numerosi film, tra cui il pluripremiato Il nome della rosa di J.J. Annaud sul romanzo di Umberto Eco. L’aria in alto è davvero rarefatta e il temporale si avvicina, infatti, come in molte località di montagna, veniamo investiti da una serie di nuvole e il panorama diventa immediatamente tetro.

Abbiamo giusto il tempo di rifocillarci con un’altra batteria di 40 arrosticini tagliati a mano e un Trebbiano d’Abruzzo biologico nell’unica locanda di Rocca Calascio che si cominciano a sentire in lontananza i primi tuoni accompagnati da poche gocce di pioggia. Una volta usciti dalla navetta a Calascio la pioggia diventa battente, per cui tutti in macchina e via in albergo!

4° giorno, 13 luglio – Rocca San Giovanni, Marina di Vasto

Dopo la colazione salutiamo i nostri amici, che tornano a Roma, e noi proseguiamo il nostro viaggio verso il mare. Il programma iniziale prevedeva la visita a Villetta Barrea, ma poi si fa troppo tardi, per cui preferiamo dirigerci subito verso Vasto.

Sulla strada ci fermiamo, tanto per non farci mancare nulla, in un altro dei Borghi più belli d’Italia, si tratta di Rocca San Giovanni, un paesino che si sviluppa a spina di pesce su una dorsale centrale. A parte la piazza centrale con il Palazzo del Municipio e la Chiesa di San Matteo e i resti della mura medievali, il borghetto non offre tanto, anche a livello di strutture ricettive è tutto chiuso, forse non hanno superato la prova del Covid. C’è solo un bar aperto in piazza ed è l’unico dal quale possiamo prendere qualcosa…una bella focaccia con porchetta niente male.

Riprendiamo il viaggio verso Marina di Vasto, direzione Hotel President, una bella struttura vicino al mare con spiaggia convenzionata, e poi stasera cena al Trabocco Cungarelle, prenotato con largo anticipo.

Una delle ragioni per cui abbiamo deciso di trascorrere un giorno a Vasto era dovuta al fatto che non potevamo farci scappare un’ottima cena su un trabocco, queste tipiche palafitte un tempo adibite alla pesca. Esistono pochi posti così romantici e spettacolari per una serata a base di buon cibo di pesce in mezzo al mare. Il Trabocco Cungarelle è uno dei pochi in Italia ad avere una passerella così lunga, perché gli altri sono di solito addossati al molo. Oltre alla location fantastica, la gestione familiare di Erminia e Mirko è estremamente disponibile e cordiale, anche verso i bambini. Gli antipasti sono abbondanti, di ottima qualità, presentati bene e davvero gustosi. Considerando tutto ciò che abbiamo mangiato, a nostro avviso abbiamo pagato anche poco: il pesce costa e noi molfettesi lo sappiamo bene.

5° giorno, 14 luglio – Vasto

Avevamo prenotato direttamente sul loro sito l’Hotel President a Marina di Vasto (CH) per una sola notte e siamo rimasti piacevolmente colpiti. L’hotel offre un’ottima colazione, da prenotare tramite app, ma c’è disponibilità per chiedere il bis di tutto. La posizione è ottima, parcheggio gratuito e ombrellone per la spiaggia, raggiungibile a piedi in 3 minuti. Il personale è a disposizione sempre e molto cordiale e nel caso in cui si volesse rimanere anche il giorno dopo al mare, con un surplus è possibile stare un altro giorno alla spiaggia dopo il check-out.

Purtroppo il mare è agitato, il cielo è nuvoloso e la temperatura è bassa per farsi un bagno. L’alternativa c’è ed è quella di farsi un giro nella Città del Vasto, che è davvero carina, con un centro storico tenuto molto bene e un panorama da ammirare dall’alto della costa dei trabocchi. 

Siamo davvero contenti di questi giorni trascorsi in Abruzzo tra monti, mare e buon cibo. Una cosa ci è rimasta impressa di tutti i borghi e le città di questa vacanza e che è molto importante per i viaggiatori, soprattutto in estate: non manca mai l’acqua, infatti dappertutto ci sono fontanelle di acqua gelida, un vero ristoro!

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