15 – 18 luglio 2021
1° giorno, 15 luglio – Pozzuoli (NA), Isola d’Ischia, Casamicciola (NA)
Nonostante ci siano ancora delle restrizioni per la pandemia di Covid, abbiamo ripreso a viaggiare, facendo delle piccole puntate in Italia e per l’estate ci siamo concessi qualche giorno sulla verde Isola d’Ischia, un’isola vulcanica al largo del Golfo di Napoli.
L’imbarco per l’Isola è dal porto di Pozzuoli, ma considerando il costo del traghetto con auto di proprietà, forse sarebbe stato meglio soggiornare più giorni rispetto ai nostri quattro, anche perché Ischia merita davvero di essere esplorata in ogni sua caletta.
La nostra sistemazione low cost con pacchetto Daydreams è presso l’Hotel Il Nespolo*** a Casamicciola Terme con trattamento di mezza pensione, un albergo pulito e adatto alle nostre esigenze con piatti davvero succulenti della tradizione campana e una ricca colazione continentale…davvero consigliato!
Prima di arrivare presso la nostra sistemazione alberghiera, abbiamo approfittato dello sbarco dal traghetto nei pressi del Castello Aragonese per visitarlo. Collegato con un ponte pedonale alla terraferma, l’isolotto su cui si trova il Castello non è altro che un masso vulcanico eruttato da qualche cratere limitrofo, infatti non bisogna dimenticare che ci si trova su un’isola vulcanica, motivo per cui vi è un’intensa attività termale, acqua calda che sgorga dal sottosuolo, ma anche tanta vegetazione rigogliosa che dona a questa terra un colore magnifico e vivido, da cui l’appellativo di Isola verde.
Dalla cima del Castello Aragonese il panorama dell’Isola d’Ischia, di Procida, della costa napoletana, ma anche dell’Isola di Capri, che si trova dall’altra parte del Golfo di Napoli è a dir poco stupefacente, ma è affascinante anche la storia di questa terra, che nel museo del Castello viene riprodotta in ogni minimo particolare.






2° giorno, 16 luglio – Baia di Sorgeto, Procida
Per il secondo giorno si è stabilita una tappa imprescindibile da visitare sull‘Isola d’Ischia: la Baia di Sorgeto con le sue acque bollenti! Da Casamicciola Terme bisogna raggiungere il lato opposto dell’isola, dove si trova il comune di Forio, parcheggiare nei pressi dell’Antica Fattoria Greca di Punta Chiarito – Azienda Agricola Ruffano, dove, tra l’altro, al ritorno dalla spiaggia si può approfittare per un ottimo aperitivo casereccio, e attrezzarsi di buon umore e forze fisiche per affrontare i 250 scalini che portano già al mare. Certo, non aspettatevi una spiaggia attrezzata e agevole, anzi, l’unico stabilimento presente è anche chiuso, ma soprattutto l’ingresso in acqua è molto scivoloso, per cui occorre fare molta attenzione. La particolarità della Baia di Sorgeto, tuttavia, sta nel fatto che dagli scogli, a ridosso dell’ingresso in acqua, sgorga acqua bollentissima, da scottatura, che con l’acqua fresca del mare crea delle pozze termali in cui è piacevole crogiolarsi.
Nel pomeriggio si decide di fare un salto sull’Isola di Procida con una motonave da Ischia. Arrivati al porto, scegliamo di farci accompagnare nei punti panoramici strategici da un tassista locale, che ci racconta la sua vita da marinaio e tutti i segreti di un’Isola così graziosa, ma così diversa nel suo paesaggio da Ischia. Curiosa è la storia della case colorate, così come ce l’ha raccontata il nostro cicerone/tassista: il vero motivo sta nel fatto che grazie ai differenti colori, che tutt’oggi sono l’icona di Procida, i pescatori avrebbero potuto riconoscere da lontano le loro abitazioni. Incredibile è anche riuscire a capire come faccia a guidare tutti i giorni il nostro tassista nei vicoli della cittadina, larghi solo qualche centimetro in più dell’autovettura, al punto che l’uomo è attrezzato di asta telescopica per chiudere gli specchietti laterali nei vicoli più impegnativi!




3° giorno, 17 luglio – Baia Citara (Forio d’Ischia), Baia San Montano (Lacco Ameno), Borgo Sant’Angelo
Il programma della mattinata prevede due spiagge diverse: la prima nel comune di Forio d’Ischia e la seconda in quello di Lacco Ameno a pochi kilometri di distanza, in realtà. Baia Citara si presenta come una lunga distesa di sabbia scura (non dimentichiamo che Ischia è isola vulcanica) in una spiaggia libera, circondata da una fitta vegetazione. Molto più suggestiva, invece, è la più piccola Baia di San Montano, anche perché è abbastanza riparata dai venti. La spiaggia è attrezzata con ombrelloni e lettini, ma vi è una piccola porzione di sabbia lasciata libera ai bagnanti più selvaggi (come noi). Qui lo spettacolo della vegetazione che si specchia nell’acqua, donandole tutte le tonalità del verde è imperdibile!
Anche questo pomeriggio si va in barcaaa!!! Questa volta abbiamo optato per un tour intorno all’Isola per poi visitare il borgo di Sant’Angelo, situato su un istmo collegato da un lingua di sabbia all’Isola d’Ischia. Pare che questa sia la zona più chic dell’Isola, infatti è costellato di locali e strutture alberghiere stellate, oltre ad ospitare nel porto diversi yachts superlussuosi. Diverse sono le botteghe di artigianato locale presenti nei vicoli, tra i quali è piacevole passeggiare.







4° giorno, 18 luglio – Monte Epomeo
Non ci possiamo far mancare la quota trekking, per cui oggi si scarpina per raggiungere la vetta del Monte Epomeo, la cima più alta dell’Isola d’Ischia con i suoi 789 metri s.l.m. Il percorso è abbastanza agevole, sempre fitto di vegetazione, tranne in alcuni punti in cui il sentiero si fa stretto e scivoloso a causa della pietra tufacea che, come si sa, tende a sgretolarsi. Dalla vetta del Monte Epomeo il panorama di tutta l’Isola d’Ischia ripaga la fatica della salita, da cui poi si può raggiungere la Chiesetta di San Nicola, scavata nella roccia. Per visitarla all’interno è necessario contattare le associazioni locali.
Ai piedi del sentiero, al ritorno, vi è un enigmatico ristorante immerso nel verde e nella pace della natura, si tratta de La Porta di Agartha, gestito da un fratello e una sorella molto cordiali, che ci raccontano la storia della misteriosa Porta che dal Monte Epomeo porterebbe nel cuore della Terra. La carta del menù presenta una carrellata di piatti tipici locali e, considerata la fatica, non possiamo sottrarci alle proposte dei due giovani: coniglio alla ischitana…e non solo!!!
È un vero peccato ripartire, ma prima di andare via decidiamo di riempire gli ultimi spazi rimasti liberi delle nostre auto con dei cartoni di un ottimo vino prodotto da uve coltivate solo nell’Isola d’Ischia. Avevamo avuto modo di assaggiare presso l’Hotel il Nespolo i vini di Pasquale Cenatiempo, così ci rechiamo direttamente in cantina a fare scorte di Biancolella, Per’e’palumm e altri deliziosi vini dell’azienda. Peccato non aver potuto visitare la loro barricaia di affinamento situata sotto il Monte Epomeo…vorrà dire che dobbiamo necessariamente tornarci!







