Una vacanza indimenticabile nella Sicilia orientale con gli amici di sempre!

1° giorno, 13 agosto – Partenza

Potete immaginare cosa possa voler dire per i mattiperiviaggi organizzare una vacanza per 6 famiglie con 19 persone compres* bambin* dai 0 a 12 anni? Eppure, non doveva andare proprio così…nel senso che per festeggiare insieme agli amici e alle amiche di sempre i nostri 40 anni si era deciso di andare tutt* insieme a ferragosto a Marsa Alam in Egitto…e avevamo anche già pagato buona parte della vacanza a gennaio 2020! 

Purtroppo, però, come tristemente ricordiamo, a marzo 2020 scoppia nientedimeno che una pandemia mondiale e il nostro bellissimo viaggio va a farsi friggere. Ad ogni modo, a giugno pare che la situazione dei viaggi in Italia possa essere favorevole agli spostamenti (ad ottobre siamo nuovamente in lockdown!) e così, beneficiando anche del bonus vacanze, si decide di tentare l’impossibile, dal momento che le ferie sono state ormai prese!!! Insomma, l’epopea del nostro viaggio parte già con una nota che ha qualcosa di indimenticabile e, alla fine, per la bellezza dei luoghi visitati e la piacevole compagnia è stata una delle vacanze più belle di sempre.

Siamo ai blocchi di partenza e, per l’occasione, abbiamo anche deciso di stampare e indossare una maglietta per tutt*, grandi e piccini, con lo slogan #NOTOuncertodisagio, che è il mantra di questa impresa storica! La carovana parte da Molfetta (BA) in piena notte per poter raggiungere Taormina (ME) in mattinata e poter fare un giro teatro, prima di ripartire alla volta di Noto (SR).

2° giorno, 14 agosto – Riserva di Vendicari

La carovana si mette in moto di prima mattina per raggiungere la Riserva di Vendicari, pochi kilometri a sud del Lido di Noto. Si tratta di una riserva naturale con un mare cristallino dalle sfumature spettacolari e la sua vecchia tonnara a fare da contorno ad un panorama già di per sé meraviglioso.

La giornata si preannuncia decisamente impegnativa: la Sicilia al nostro secondo giorno di permanenza ci sveglia con i suoi 40° all’ombra, un cielo terso e un sole decisamente brillante; la situazione è ideale per una rilassante passeggiata in questa Oasi naturale. Per fortuna il caldo non ci scoraggia e il nostro obiettivo è chiaro: tuffi, mare rinfrescante 🌊🌊, chiacchiere e tanto relax 😎😎.

3° giorno, 15 agosto – Hotel Eloro, Noto

La giornata di Ferragosto si presenta con un vento caldissimo africano, quasi irrespirabile, per cui qualsiasi attività prevista viene rimandata alle giornate successive. Poco male perché abbiamo la possibilità di gustarci la spiaggia del nostro hotel con ombrelloni e lettini riservati, che non è niente male con il suo litorale sabbioso e il suo mare cristallino.

In serata, nonostante il caldo umido, si prova a fare un giro a Noto per visitare la perla storica del barocco siciliano. Ci muoviamo tra i vicoli insieme alla folla in cerca di qualcosa che possa rinfrescarci, troviamo un bar che ci accoglie e gustiamo una delle granite tipiche del posto. In seguito, ci muoviamo verso il maestoso Duomo dedicato a San Niccolò, di sicuro è l’immagine da cartolina della città e del barocco siciliano e non manchiamo di immortalarlo in mille scatti. È impossibile non fermarsi a guardarlo e perdersi nella sua magnificenza. Proseguiamo la nostra passeggiata lungo Corso Vittorio Emanuele, ci soffermiamo ad osservare fontane, scalinate infiorate, palazzi storici. Scambiamo chiacchiere, battute e infine, torniamo in albergo…

4° giorno, 16 agosto – Spiaggia di San Lorenzo, Marzamemi

Stare in un resort non ci impedisce di andare alla scoperta di spiagge vicine, nonostante quella della nostra struttura sia meravigliosa. E, così, dedichiamo la mattinata alla scoperta della rinomata spiaggia di San Lorenzo. Imbracciamo i nostri ombrelloni alla ricerca di un posto libero, cercando di districarci nella folla che campeggia sul bellissimo litorale su cui siamo arrivati. Il mare è splendido, d’altra parte fino ad ora non abbiamo trovato spiagge che ci hanno deluso. L’acqua è trasparente, la sabbia è dorata e bollente e non aspettiamo un minuto in più per rinfrescarci e stare a mollo e cercare sollievo dal caldo davvero torrido.

Torniamo in albergo, riprendiamo fiato e ci prepariamo per la serata. Abbiamo deciso, infatti, di visitare Marzamemi, il famoso piccolo borgo di pescatori che accoglie i turisti con le sue innumerevoli lucine che creano un’atmosfera davvero intima e romantica. Il paese brulica di gente, di bancarelle, di tavolini e ci lasciamo ingolosire da una delle gelaterie storiche e mangiamo un ottimo gelato. Dopo facciamo acquisti da Campisi: torniamo in albergo con barattoli di ottimo pesto al pistacchio, pasta di mandorle, tonno e tante leccornie che poi ci faranno ricordare i profumi e i sapori della Sicilia una volta che saremmo rientrati a casa.

5° giorno, 17 agosto – Modica e Scicli

Niente mare per oggi, almeno per la mattinata! Il programma, rigorosamente stilato dai mattiperiviaggi e accettato dalla compagnia 😆😆, prevede un ampio giro in macchina per Modica e Scicli alla ricerca del barocco e della cioccolata! La giornata inizia presto a Scicli, una perla barocca incastonata tra colline morbide e cave silenziose. Passeggiando per il centro storico, si ha subito la sensazione di essere dentro un set cinematografico — e non è solo un’impressione: qui sono state girate molte scene della celebre serie con Commissario Montalbano, nel gruppo ci sono davvero tanti appassionati! Il cuore simbolico di questo legame è il Palazzo del Comune, che nella fiction diventa il commissariato di Vigata. Fermarsi qualche minuto davanti alla sua facciata è quasi un rito, tra foto e sorrisi complici di chi riconosce quei luoghi familiari. I veri addicted fanno un giro anche all’interno!

Il viaggio procede verso Modica, città famosa in tutto il mondo per il suo cioccolato unico. Qui, il tempo sembra rallentare tra vicoli in salita, chiese scenografiche e botteghe storiche. Il caldo si fa davvero sentire e per girare decidiamo di salire su uno di quei trenini che ti conduce per la città e ti fa ammirare i punti fondamentali. Entriamo in una delle antiche cioccolaterie locali, dove si scopre il segreto del Cioccolato di Modica: una lavorazione “a freddo” che lascia lo zucchero cristallizzato, regalando una consistenza granulosa e un gusto intenso, quasi primitivo. Le tavolette si presentano in mille varianti — dalla classica alla cannella, fino agli agrumi — ma è nelle versioni più sperimentali che arriva la sorpresa. Tra queste, spiccano le tavolette al carrubo e cacao: un incontro tra due anime del territorio. Il carrubo, frutto antico e profondamente mediterraneo, dona note tostate e naturalmente dolci, che si fondono con l’amaro del cacao creando un equilibrio inaspettato. È un gusto che racconta la terra. Il cioccolato qui non è solo un prodotto, ma una vera esperienza culturale. Tra una scalinata e un panorama mozzafiato, troviamo il tempo per fermarci a mangiare una granita con la brioche e un caffè.

Rientriamo in hotel e ci concediamo il meritato riposo dopo una giornata di sudore. Un meritato bagno nell’acqua cristallina, aspettando il tramonto tra le considerazioni sulla giornata e l’organizzazione della serata!

6° giorno, 18 agosto – Capo Passero, Isola di Portopalo

La giornata non inizia nel migliore dei modi. Il tanto atteso tour in barca, che nei viaggi dei mattiperiviaggi non manca mai, salta all’ultimo minuto per un problema con l’agenzia Dreaming Sicily, lasciandoci a terra con un misto di delusione e frustrazione. Per un attimo sembra che tutto vada storto. Ma i viaggi, a volte, sono fatti proprio così e bisogna adattarsi e reinventarsi. Così, invece di lasciarci abbattere, decidiamo di cambiare rotta e raggiungere Capo Passero e l’Isola di Portopalo. Selvaggia, luminosa, quasi sospesa nel tempo. Il mare intorno è di un azzurro accecante, e l’atmosfera ripaga subito ogni piccolo contrattempo della mattina. Ci godiamo il momento, tra silenzi, vento e scorci che sembrano dipinti. Poi arriva lei, puntuale: la fame. E qui la giornata cambia completamente volto. Riusciamo a trovare posto da “U Saracenu” — quasi per miracolo — e quello che segue è qualcosa che va ben oltre un semplice pranzo. È un trionfo di sapori. Arrivano le sarde a beccafico, profumate e perfettamente equilibrate. Poi il pesto di pistacchio, cremoso e intenso, che avvolge ogni boccone. I gamberi, freschissimi, sanno di mare vero. E gli arancini di pesce… semplicemente incredibili. Ogni piatto è una sorpresa, ogni assaggio alza l’asticella. Senza esagerare, sarà il pranzo migliore della vacanza — e uno di quelli che restano impressi nella memoria, tra i più buoni di sempre. Alla fine, ci guardiamo e sorridiamo: nonostante tutto, o forse proprio grazie a tutto, questa giornata si è trasformata in qualcosa di speciale.

7° giorno, 19 agosto – Siracusa, Ortigia e Parco Neapolis

Oggi decidiamo di invertire i ritmi. Niente sveglie all’alba o corse contro il tempo: la mattinata scorre lenta, cullata dal rumore delle onde nella spiaggia dell’hotel. Restiamo lì, tra sole e mare, concedendoci il lusso di non fare nulla. Una pausa necessaria, quasi rigenerante, prima di un pomeriggio carico di storia. Nel tardo pomeriggio partiamo verso Siracusa, una città che sembra sospesa tra mito e realtà. Arriviamo nella splendida Piazza del Duomo, un salotto barocco che lascia senza parole: la luce dorata del tramonto accarezza i palazzi e crea un’atmosfera quasi irreale. Al centro domina la maestosa Cattedrale della Natività di Maria Santissima, costruita su un antico tempio greco. Le sue colonne, inglobate nella struttura, raccontano secoli di trasformazioni e rendono questo luogo unico, dove sacro e antico convivono in perfetta armonia. Proseguendo la passeggiata, arriviamo alla suggestiva Fonte Aretusa, uno specchio d’acqua dolce a pochi passi dal mare, circondato da papiri che ondeggiano leggeri. Qui il tempo sembra fermarsi: tra mito e natura, è uno di quei luoghi che invitano semplicemente a restare in silenzio.

Poi ci spingiamo verso il porto, dove l’aria sa di salsedine. In lontananza, imponente e silenzioso, si staglia il Castello Maniace, come a sorvegliare l’ingresso dell’isola di Ortigia. Le luci iniziano ad accendersi, riflettendosi sull’acqua e rendendo tutto ancora più suggestivo. Ma il momento più atteso arriva con la notte.

Raggiungiamo il Parco Archeologico della Neapolis per la visita serale. Camminare tra rovine illuminate, sotto un cielo scuro e silenzioso, ha qualcosa di magico. Ci fermiamo di fronte l’iconico Orecchio di Dionisio: una cavità nella roccia, imponente e misteriosa, famosa per la sua acustica straordinaria. Anche un semplice sussurro qui si amplifica, rimbalzando sulle pareti e creando un effetto quasi surreale. Ci fermiamo ad ascoltare, a provare, a lasciarci stupire.

La giornata si chiude così, tra mare, pietre e storia millenaria.

8° giorno, 20 agosto – Ragusa Ibla e Punta secca

Oggi si fanno le valigie. Si riparte, direzione Agrigento. Ma come ormai abbiamo imparato, in Sicilia il viaggio non è mai solo uno spostamento: è un susseguirsi di tappe, deviazioni e meraviglie inattese. La prima sosta è a Ragusa Ibla, un luogo che sembra uscito da un dipinto. Arroccata e armoniosa, è un trionfo di architettura barocca. Le sue stradine si intrecciano come un labirinto elegante, fatto di scorci improvvisi e silenzi pieni di storia. A dominare la scena è il magnifico Duomo di San Giorgio, con la sua facciata scenografica che si slancia verso il cielo e una scalinata che invita a fermarsi, salire lentamente, e guardarsi intorno. Tutto intorno, balconi decorati, chiese, palazzi nobiliari. Passeggiare per Ragusa Ibla è come muoversi dentro una scenografia perfetta — e ancora una volta, torna alla mente il Commissario Montalbano, che proprio in questi luoghi ha trovato alcune delle sue ambientazioni più iconiche.

Si riparte poi verso il mare, destinazione Punta Secca. Qui, tra case basse e onde tranquille, si trova la celebre casa di Montalbano, affacciata sulla spiaggia. È uno di quei posti che sembrano familiari ancora prima di arrivarci. Una breve sosta, qualche foto, e il piacere di vedere dal vivo un luogo così riconoscibile. Ma la giornata non è finita. Ci aspettano ancora chilometri di strada, attraversando paesaggi che cambiano lentamente: dal barocco agli spazi più aperti, fino ad avvicinarci sempre di più alla costa agrigentina. È uno di quei viaggi che stancano, sì, ma allo stesso tempo riempiono gli occhi. Arriviamo, infine, nei pressi della Scala dei Turchi, giusto in tempo per la cena. Scegliamo un ristorante sul mare, dove il suono delle onde accompagna la fine della giornata. Il cielo si scurisce lentamente, e all’orizzonte si intravede già la sagoma chiara della falesia. Domani sarà il momento di scoprirla davvero, ma già così, con l’aria salmastra e la stanchezza buona del viaggio, sembra tutto perfetto.

9° giorno, 21 agosto – Agrigento e la scala dei Turchi

La mattina ci accoglie con una delle meraviglie più iconiche della Sicilia: la Scala dei Turchi. Scendere verso il mare e trovarsela davanti è qualcosa che lascia senza fiato. Il bianco abbagliante della roccia, levigata dal vento e dall’acqua, si tuffa in un mare limpido, creando un contrasto quasi irreale. Restiamo lì, tra bagni, silenzi e sguardi pieni di stupore. Non c’è bisogno di dire molto: ciò che abbiamo davanti parla da sé. Ma il vero culmine della giornata deve ancora arrivare.

La sera abbiamo prenotato una visita guidata al sito archeologico della Valle dei Templi. E già l’idea di vederla al tramonto promette qualcosa di speciale. Quando arriviamo, la luce calda del sole avvolge le colonne doriche, mentre le ombre si allungano lentamente. La guida che ci accompagna è semplicemente straordinaria: riesce a dare voce ai templi, a raccontare storie antiche rendendole vive. Camminiamo tra le rovine che hanno attraversato secoli, civiltà, cambiamenti, restando lì, immobili e potenti. Quando il sole cala del tutto, arrivano le stelle. E in quel momento succede qualcosa di difficile da spiegare: il silenzio, la luce soffusa, la grandezza del luogo… tutto contribuisce a farci sentire piccoli, ma in un modo quasi rassicurante. Come se fossimo parte, anche solo per un attimo, di qualcosa di molto più grande. Ci guardiamo, consapevoli di aver condiviso — grandi e piccoli — un’emozione rara, autentica. Una di quelle che unisce, che resta.

10° giorno, 22 agosto – Partenza e rientro a casa

Si riparte alla volta di Messina, il traghetto ci aspetta e ci aspettano anche parecchie ore di auto per tornare a Molfetta..

Prima di partire, in tanti ce lo avevano detto: “Siete in troppi, è una follia… prima o poi litigherete. I viaggi di gruppo mettono alla prova, rovinano le amicizie.” E invece no. Per noi è stato tutto il contrario.

Giorno dopo giorno abbiamo trovato un equilibrio naturale, una sintonia fatta di risate, pazienza, complicità e condivisione. Dieci giorni vissuti quasi in simbiosi, tra chilometri, tavole imbandite, mare, arte e piccoli imprevisti trasformati in ricordi.

Rientrati in Puglia ci regaliamo una cena come si deve: pesce fresco, profumo di mare e quella malinconia leggera che arriva quando qualcosa di bello sta per finire. Si ride ancora, si brinda — anche ai nostri 40 anni, festeggiati nel modo migliore possibile — e si cerca di trattenere ogni istante.

Se questo viaggio ci ha insegnato qualcosa, è che partire insieme non è stato un azzardo, ma una fortuna. E così, mentre ognuno riprende la propria strada, c’è già un pensiero che prende forma: la prossima meta.
Un nuovo viaggio da immaginare, costruire e vivere insieme.

Magari, questa volta… senza imprevisti globali 😄

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