Il nostro tour tra Croazia 🇭🇷 e Bosnia 🇧🇦: natura, tradizione e spiagge paradisiache

1° giorno, 25 luglio – Partenza da Ancona

Eccoci finalmente in partenza per una nuova avvenuta on the road tra Croazia (che avevamo già in parte visitato, clicca qui) e Bosnia. Ci è costato molto non programmare le nostre vacanze in Grecia, come negli ultimi anni, ma, a parte i costi della Croazia, non siamo affatto pentiti della nostra scelta.

Come tutti gli anni, la programmazione del nostro tour comincia molto presto, per cui a febbraio 2025 avevamo già prenotato il traghetto da Ancora a Split con SNAV ad un prezzo stracciato (solo 275 A/R 4 pax in poltrona), tuttavia nel mese di aprile abbiamo seriamente pensato di annullare tutto a causa di un serio problema di salute di Simona, alla quale hanno impiantato un defibrillatore ICD 🤦‍♀️…non proprio una passeggiata. Alla fine abbiamo deciso di partire ugualmente, dimostrando che, a parte qualche timore e stato d’ansia, con un ICD si possono fare anche le vacanze, ma non dimenticate l’assicurazione sanitaria, è importante!!!

2° giorno, 26 luglio – Split, Dvrenik, Isola di Hvar, Mlini beach, Stari Grad

Sbarcati a Split, si procede per Drvenik per imbarcare nuovamente la macchina sul traghetto e raggiungere l’Isola di Hvar (è l’unico modo per raggiungerla in auto, altrimenti c’è l’aliscafo da Spalato). Per le nostre tre notti sull’Isola di Hvar abbiamo scelto di stare in appartamento a Poljica, presso il Flower, un po’ isolato, ma confortevole. Il primo bagno della nostra vacanza in Croazia lo facciamo a Mlini Beach 🏖️, una piccola baia con spiaggia ciottolosa veramente spettacolare, ma soprattutto poco frequentata, infatti ci sono solo pochi turisti stranieri…un paradiso per le nostre sirenette 🧜‍♀️🧜‍♀️!

In serata cerchiamo qualcosa da mangiare a Stari Grad, una delle due città più grandi dell’isola, ma tra indecisione e temporale incombente siamo costretti a rifugiarci in auto. C’è da dire che in generale in Croazia, in particolare sulle isole, i prezzi nei ristoranti sono piuttosto alti, soprattutto se confrontati con la Grecia. Stari Grad ci è parsa una cittadina molto graziosa, con abitazioni in pietra molto caratteristiche, per quanto presa d’assalto da un turismo per ricchi con yacht annesso. Curioso è il fenomeno dell’acqua alta, infatti la banchina del porto, forse per il temporale, risultava circa dieci centimetri sotto il livello del mare…un’ulteriore attrazione per turisti e bambini, tutti scalzi a sguazzare nell’acqua 💦💦.

Ad ogni modo, sulla strada del ritorno ci si ferma a Jelsa, un’altra cittadina portuale, da cui si può anche prendere un battello per un’escursione giornaliera a Zlatni Rat, sull’Isola di Bol, una spiaggia bellissima da non perdere, ma noi abbiamo altri programmi per il giorno successivo. Si fa in tempo a prendere un Kebab da una Pekara e qualche Burek, degli ottimi rustici di carne, formaggio o spinaci, che sono tipici dei Balcani…e poi ritorna il temporale 🌩️!

3° giorno, 27 luglio – Hvar city, tour in barca delle isole Pakleni

Dal porto di Hvar, la città dalla quale prende il nome l’isola, partono diverse escursioni per le Isole Pakleni con diverse formule, con o senza pranzo a bordo (solitamente sgombro e pollo con prezzi che si aggirano tra i 50/60 euro a testa), ma si può optare anche per un taxiboat e raggiungere una sola destinazione per rimanerci. Prima di salpare con il nostro battello (la nostra scelta è ricaduta sulla M/B “Joan“), un giro nella città di Hvar è d’obbligo, infatti la piazza di Santo Stefano e il Forte Spagnolo offrono degli scorci bellissimi di un insediamento antico, risalente al medioevo.

Il giro in barca prevede tre soste, la prima di circa 40 minuti a Mlini Beach, nell’isola più vicina, per fare qualche tuffo dall’imbarcazione. La seconda tappa è prevista a Palmizana, l’isola più grande, che ci permette di raggiungere a piedi l’omonima spiaggia, molto frequentata con presenza di cinque ristoranti e piccoli stabilimenti. Anche per questo motivo lo spazio dedicato ai bagnanti è davvero limitato sulla spiaggia, infatti abbiamo potuto constatare una cattiva abitudine in Croazia, cioè quella di spingere gli yacht e i motoscafi fin dentro le baie, con conseguente moto ondoso e inquinamento dell’acqua, insomma non molto agevole per i bagnanti. Dopo il pranzo a bordo, si riprende la rotta per l’ultima tappa nella Baia di San Clemente per un bagno nell’acqua cristallina e qualche tuffo dall’alto del battello, un vero divertimento in un posto spettacolare 🌊.

4° giorno, 28 luglio – Isola di Hvar, spiaggia di Mala Stiniva, Zen Beach

L’ultimo giorno nell’Isola di Hvar lo dedichiamo ad alcune spiagge che vale la pena di visitare. Segnaliamo nei pressi di Poljica la spiaggia di Mala Stiniva, anche questa poco frequentata, ma un gioiello dal punto di vista naturalistico, infatti si presenta come un’insenatura tra due grandi scogliere che digradano verso il mare, che ovviamente è pulito perché ci sono poche imbarcazioni intorno. Lo spettacolo che offre la fauna marina è notevole, con le nostre sirenette abbiamo incontrato ricci di mare, seppie, stelle marine e tante, tante oloturie 🦑🐠🦀!

Le tappe successive prevedevano le spiagge di Grebišće e Mina, che abbiamo fotografato e apprezzato, ma, a causa della difficoltà a trovare parcheggio e della presenza di un Camping in corrispondenza della Baia di Grebišće, abbiamo optato per una spiaggia situata a pochi chilometri dalle due più note, cioè la Zenčišće Bay, ugualmente spettacolare e incontaminata, dove si trova anche un punto ristoro, lo Zen Beach Bar. Bisogna dire che abbiamo apprezzato il fatto che qui, come in molte spiagge libere della Croazia, sono molto spesso presenti piattaforme e scale per l’accesso al mare, ma anche docce, bagni e box per cambiarsi agevolmente…un sogno per l’Italia!

5° giorno, 29 luglio – Punta Rata, Spalato

Anche la ripartenza dall’Isola di Hvar avviene tra l’incertezza del tempo. Per fortuna abbiamo un po’ di strada da fare per la prossima tappa: Spalato, dove resteremo per una notte, prima di ripartire per il nord della Croazia. Purtroppo l’assenza di sole non ci permette di apprezzare la bellezza delle spiagge della costa di Makarska, tuttavia siamo sulla strada di Brela e decidiamo di investire i 4 all’ora previsti per l’unico parcheggio disponibile per raggiungere la famosa spiaggia di Punta Rata e lo scoglio Kamen Brela.

Nonostante il tempo non sia ottimale per un bagno, le nostre sirenette 🧜🧜 non rinunciano ad immergersi nelle acque di questa spiaggia, di cui non riusciamo a godere pienamente la bellezza. Ad ogni modo, la passerella pedonale che si snoda lungo la spiaggia di Punta Rata è piacevole e la foto di rito allo spuntone instagrammabile di Kamen Brela non ce lo facciamo sfuggire! La fame ci assale e così abbiamo la possibilità di saggiare i primi ćevapčići della vacanza dal chioschetto Adriatik ad un prezzo piuttosto contenuto…i primi di una lunga serie!

In serata raggiungiamo la nostra location per una notte: Apartments Mrduljaš a Split per poi fare un giro nella superaffollata cittadina, ormai presa d’assalto dai turisti, perlopiù giovani! Nonostante l’avessimo già visitata durante la precedente crociera del Mediterraneo, è piacevole perdersi tra i vicoli di questa città portuale, scoprendo nuovi scorci ed esplorando meglio il lungomare pieno di bancarelle, ristoranti, ma anche la Piazza e i sotterranei del Palazzo di Diocleziano.

6° giorno, 30 luglio – Rastoke

Giorno di viaggio verso il nord della Croazia. Per raggiungere Plitvice occorrono circa 3 ore di auto da Split, tuttavia prima di arrivare a destinazione nel prossimo B&B, un appartamento sperduto nella foresta croata al confine con la Bosnia, ma dotato di tutto il necessario (Guesthouse Bubalo, qui la nostra recensione), non ci lasciamo sfuggire l’occasione di visitare quella che chiamano “La Piccola Plitvice“.

Nella località di Rastoke, infatti, si trova una graziosa attrazione naturalistica, un borghetto abitato da circa trenta famiglie che stanno cercando di recuperare tutti i mulini presenti per rimetterli in funzione. Una di queste famiglie è riuscita nell’impresa e permette ai visitatori di muoversi tra cascate, ruscelli, attrazione e un museo etnografico, immergendosi in un mondo fatato all’interno dello Slovin Unique – Rastoke (c’è un biglietto da pagare all’ingresso, 9a persona, bambin* 4). Insomma, una passeggiata naturalistica rilassante prima di immergersi nella bellezza dei Laghi di Plitvice!

Considerando che siamo immersi nella foresta, per cena ci tocca ritornare a nel paese più vicino, Grabovac, per scofanarci di carne e ćevapčići presso il Bistrot Korana a prezzi tutto sommato contenuti.

7° giorno, 31 luglio – Laghi di Plitvice, Bihać

Sono anni che rincorriamo i Laghi di Plitvice, sicuramente uno dei motivi principali che ci ha spinti ad organizzare un tour in Croazia. Ci muoviamo prestissimo da Guesthouse Bubalo per raggiungere l’ingresso 1 del Parco, dove abbiamo fissato l’entrata con l’acquisto del biglietto online tra le 8 e le 9. Dall’ingresso 1 si possono scegliere quattro diversi percorsi naturalistici (A-B-C-K), mentre dall’ingresso 2 altri quattro (E-F-H-K). Noi optiamo per il percorso C (in foto), il più completo, che offre la possibilità di avere un’idea sia dei laghi inferiori sia di quelli superiori, infatti la caratteristica del parco è quella di presentare in tutto sedici laghi collocati ad altitudini diverse, fino a 636 m s.l.m. Il percorso, piuttosto agevole, si snoda tra passerelle in legno, sentieri sterrati e un battello per l’attraversamento di uno dei laghi (il percorso K è il più lungo e dura dalle 6 alle 8 ore perché evita il battello). In circa quattro ore portiamo a termine la nostra escursione immersi nella natura, tra numerose piante, coloratissime farfalle e le acque pulitissime dei laghetti in cui è giusto non potersi bagnare!

Insomma, bisogna dire che i Laghi di Plitvice non ci hanno affatto delusi. Certo, tra biglietto di ingresso (40€ per adulti e 15€) e parcheggio (altri 17 per mezza giornata), è stato un vero salasso, ma ne è valsa assolutamente la pena e consigliamo di visitarli per godere di un’esperienza indimenticabile!

Per occupare l’altra metà della giornata, decidiamo di sconfinare nella vicinissima Bosnia 🇧🇦 (infatti bisogna fare attenzione a staccare la connessione dati e a non rifiutare le chiamate 🤦‍♀️ per evitare di svuotare il credito telefonico…20 persi così!). L’ingresso in Bosnia dalla frontiera è a 15 minuti da Guesthouse Bubalo, ma non abbiamo considerato una coda di circa due ore per attraversare…troppe persone avranno avuto la nostra stessa idea? Tuttavia, non ci scoraggiamo e alla fine eccoci per la prima volta in Bosnia alla volta di Bihać, una cittadina vivace sul fiume Una, dove ancora è possibile apprezzare l’autenticità di questa terra insieme alla modernità della popolazione.

Caratteristica è la promenade lungo il fiume Una con la presenza di tanti locali, ristoranti e pub con ragazzi e ragazze alle prese con profumatissimi narghilè. Per la nostra cena scegliamo il ristorante Mujo Bejzin con affaccio sul fiume, che ci regala uno splendido tramonto, ma anche degli ottimi piatti (ovviamente ćevapčići, ma anche calamari grigliati e hamburger 🍔🍔 per le pupe) ad un prezzo incredibile: solo 30!!! Ricordiamo che la valuta locale è il marco bosniaco o marco convertibile (KM), ma molti esercenti accettano tranquillamente l’euro.

8° giorno, 1 agosto – Zadar, spiaggia di Kolovare

Giornata di viaggio verso Zara o Zadar. In circa tre ore di auto da Plitvice raggiungiamo la spiaggia cittadina di Kolovare, anche questa attrezzata con docce, bagni e box spogliatoi per i bagnanti che scelgono la spiaggia libera. La zona è abbastanza affollata, soprattutto da giovani, perché è raggiungibile a piedi da chi si ferma in città, per cui trovare una zona d’ombra è davvero difficile!

Per le prossime tre notti resteremo in un appartamento confortevole a Zara nella periferia più prossima al centro cittadino, Apartmen Anita, i cui proprietari ci hanno accolto con una cesta di pomodori, utilissimi per le nostre cene! Consigliamo di parcheggiare in uno dei tanti parcheggi gratuiti, ad esempio Parkolo Zadar, e raggiungere a piedi in 5 minuti il centro della città per una suggestiva passeggiata al tramonto!

9° giorno, 2 agosto – Zara, Spiaggia di Borik, Spiaggia di Petrčane

A pochi chilometri a nord di Zara ci sono due spiagge cristalline che vale la pena visitare: la prima è la spiaggia di Borik, l’altra è quella di Petrčane. Per l’ingresso alla spiaggia di Borik si può usufruire del parcheggio a pagamento del Falkensteiner Club con eventualmente tutti i suoi servizi (comprese piscine) oppure cercare un parcheggio gratuito e spiaggia libera (nostra scelta, ovviamente!), ma anche noleggiare lettini e ombrellone a 25 per tutta la giornata. Nonostante l’ingresso in acqua sia ciottoloso, il fondale della spiaggia di Borik è sabbioso, per cui restituisce colori cristallini e nitidi sotto i raggi del sole!

Dopo la spiaggia di Borik, ci spostiamo più a nord verso la spiaggia di Petrčane. Anche qui c’è sempre la possibilità di accedervi tramite strutture alberghiere e parcheggi a pagamento, ma noi preferiamo sempre la soluzione più economica: spiaggia libera e parcheggio di fortuna! La spiaggia di Petrčane presenta curiosamente sia una parte sabbiosa sia una parte ciottolosa, ma anche un pontile in cemento su cui poter sostare all’ombra dei pini senza impanarsi! Anche qui, come in altre spiagge, per il divertimento dei bambini e delle bambine sono presenti gonfiabili nel mare!

10° giorno, 3 agosto – Zara e Isola di Vir

Il tempo non è stato clemente con noi oggi 🌩️, per cui abbiamo optato per un giro nel centro storico di Zara, uno dei più belli della Dalmazia, dichiarato patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Passeggiando per le strade lastricate in marmo, ci si imbatte in resti romani, chiese bizantine, cattedrali romaniche e mura veneziane, insomma un bel crogiolo di storia e civiltà! Le due attrazioni principali da non lasciarsi sfuggire sul lungomare sono l’Organo marino e il Saluto al sole, entrambe dello stesso architetto. L’Organo marino riproduce accordi e tonalità diverse a seconda del moto ondoso che giunge e s’infrange sulla banchina, mentre il Saluto al sole è un’installazione che raccoglie la luce solare diurna e poi la restituisce in maniera soffusa in serata. La città di Zara è davvero viva, piena di turisti che affollano vicoli in cui è bello perdersi per poi ritrovarsi sempre nella piazza principale.

Per pranzo ci spostiamo a nord, dove abbiamo visto sulla strada per Petrčane diverse Konoba (trattoria), attratti soprattutto dai girarrosti di maialino 🐖! La scelta ricade su Konoba Franko, una trattoria molto caratteristica, in cui abbiamo potuto apprezzare le prelibatezze di carne e, soprattutto, il maialino 🤦🏻‍♀️!

Il tempo non permette di rilassarci al mare, per cui decidiamo di esplorare in macchina l’Isola di Vir, a nord di Zara, collegata alla terraferma con un ponte. Ci vuole davvero poco a girare intorno al suo perimetro e ci accorgiamo che si tratta di un luogo molto frequentato, che offre spiagge bellissime e un mare davvero interessante, ma purtroppo non è proprio il caso di fare un bagno…ritorneremo!

11° giorno, 4 agosto – Isola di Korčula, Vela Luka

Si parteee!!! Lasciamo Zara in direzione di Orebić, a sud, sulla penisola di Pelješac, per poi prendere il traghetto per l’Isola di Korčula e, infine, raggiungere Vela Luka, a nord. Il viaggio è abbastanza lungo e impiega tutta la mattinata, traghetto compreso, sempre Jadrolinja a circa 27 (auto+4pax). In realtà, anche per raggiungere Korčula è possibile prendere un aliscafo da Split, ma per imbarcare la macchina occorre necessariamente raggiungere Orebić. Sia la penisola di Pelješac sia Korčula offrono un paesaggio decisamente diverso rispetto a quello montuoso dell’entroterra, ma soprattutto è curioso constatare che questo territorio è costellato di vigneti e di cantine che invitano a degustare i loro ottimi vini e noi qualche bianchetto l’abbiamo pure assaggiato e non è niente male!

Arrivati sotto la nostra sistemazione, un grazioso e confortevole appartamento affacciato sul porto di Vela Luka (Villa Korčula, qui la nostra recensione) siamo investiti da un violento temporale con acqua a secchiate 🪣 ⛈️☔. Quando arriva la quiete, dopo la tempesta, riusciamo a passeggiare per il piccolo borgo, costeggiando il porto turistico al quale sono attraccati numerosi yachts. Per cena optiamo per Konoba La Skalinada, una locanda sul porto, e anche qui ci scofaniamo di carne 🥩 🥓 e ćevapčići a prezzi tutto sommato contenuti. Nota di merito per la Croazia: ovunque abbiamo pranzato o cenato, non abbiamo pagato il coperto!

12° giorno, 5 agosto – Isola di Proizd

Il programma della giornata prevede escursione sulla vicina isola di Proizd, da raggiungere in battello ⛴️ dal porto di Vela Luka in circa mezz’ora (15 adulti 8 bambini). Per fortuna il tempo è bellissimo, per cui riusciamo a goderci questo paradiso piuttosto incontaminato con le sue spiagge paradisiache. L’isola si visita solo a piedi e le quattro “spiagge” accessibili sono segnalate all’inizio del sentiero.

Abbiamo eletto le spiagge di OTOC PROIZD le più belle della nostra vacanza in Croazia. La prima tappa è Uvala Veli Bili Bok, una spiaggia con ciottoli e scogli con un mare dai colori spettacolari, ma la seconda tappa, Srednji Bili Bok, è davvero insuperabile e assolutamente particolare, non solo per il mare caraibico, ma soprattutto per la spiaggia, che, di fatto, non esiste! La peculiarità di questo luogo è che per raggiungere il mare bisogna fermarsi, se si riesce, su una scogliera inclinata di circa 45°…e infatti più di uno si scapicolla (2 su 4 di noi 😆😆)! La terza spiaggia è dedicata ai naturisti 👙 (FKK ce ne sono diversi in Croazia), per cui non l’abbiamo visitata, mentre la quarta, Batalo beach, è la più comoda, ma anche la meno spettacolare.

Si parte da Proizd verso le 18.00 (le imbarcazioni ci sono quasi ogni ora) e per la serata scopriamo una trattoria alla quale ci affezioniamo e nella quale torniamo anche il giorno successivo: Konoba Davorin, che offre piatti di pesce e di carne a ottimi prezzi e, del resto, si trova a due passi dalla nostra Villa Korčula.

13° giorno, 6 agosto – Zavalatica, spiaggia di Zitna, spiaggia di Martina Bok

L’ultimo giorno sull’Isola di Korčula lo dedichiamo alle spiagge di Zitna, a sud di Vela Luka, nella località di Zavalatica, di Martina Bok, a nord. Entrambe si raggiungono dopo una passeggiata di una decina di minuti, ma tra le due sicuramente quella di Zitna è più caratteristica. Si tratta di una baia, quasi un fiordo, che si apre tra due enormi scogliere e le cui acque sono di un verde brillante mai visto prima! C’è da dire che la temperatura del mare in Croazia è piuttosto bassa, rispetto alle località italiane del basso Adriatico, ma a Zitna l’acqua è talmente fredda da inibire nel bagno anche le nostre due sirenette!!!

Resta ancora un po’ di tempo per un salto alla spiaggia cittadina di Vela Luka, Poseidon Beach, proprio sotto il Poseidon Hotel, ma non ci entusiasma affatto, per cui via a cena da Konoba Davorin!

14° giorno, 7 agosto – Međugorje

Si riparte nuovamente per l’ultima tappa del nostro lungo viaggio: lasciamo l’isola di Korčula e da Orebić ci dirigiamo verso il confine con la Bosnia per raggiungere Međugorje ⛪, dove alloggeremo presso l’Hotel Grande Casa (clicca qui per la nostra recensione). La nostra sesta e ultima sistemazione è davvero confortevole e prevede anche una ricca colazione continentale con pietanze dolci e salate, adatte ad una clientela internazionale.

Decidiamo nel pomeriggio caldo e assolato 🌞🌞 di affrontare il percorso sul Monte delle Apparizioni, la salita non è particolarmente impegnativa, ma davvero particolare: non si tratta di un sentiero sterrato, ma di un percorso lastricato di pietre rossastre perlopiù sconnesse, molte di queste levigate per via del passaggio che negli anni i numerosi pellegrini hanno effettuato. Il silenzio di questo luogo è assoluto e percorrere tutto il sentiero, che tu sia un credente o non lo sia, ti mette addosso un’enorme sensazione di pace 🕊️😌. Del resto, incrociare gli sguardi di coloro che scalano questa collina (anche scalzi), ti interroga sulle profonde ragioni per cui lo facciano: devozione o curiosità?

Dopo aver scarpinato e messo a dura prova le nostre bambine, che hanno conquistato la collina in silenzio e senza lamentarsi, arriva finalmente il momento di rilassarci a bordo piscina 🏊‍♀️. L’albergo è inserito in un centro sportivo che dispone di tre piscine e una palestra (è infatti il luogo di ritiro della squadra di calcio del Međugorje!). All’ombra dei pini, su lettini con un cocktail 🍹🍹 in mano si conclude il nostro pomeriggio ricco di emozioni.

Presso il ristorante Filii proprio fuori dal complesso residenziale decidiamo di cenare. Le proposte gastronomiche sono varie e i prezzi sono davvero modici, come avevamo già sperimentato a Bihać. La qualità è davvero elevata e le porzioni sono esagerate (le foto sono esplicative). Ci piace così tanto da ritornarci per tutto il resto del nostro soggiorno in Bosnia!

15° giorno, 8 agosto – Sarajevo

Il motivo per cui abbiamo scelto di scavallare dalla Croazia in Bosnia è stato sicuramente il desiderio di visitarne la capitale: Sarajevo. Avevamo 12 anni quando la sanguinosa guerra fratricida nei territori dell’ex Jugoslavia è cominciata e il nome di quella città fino al 1995 era quotidianamente su ogni telegiornale. C’è da dire che siamo anche docenti di storia, per cui la curiosità di vedere con i nostri occhi quella città e i segni della guerra assurda che insegniamo era diventata davvero enorme.

Sarajevo è un vero melting pot, simboli cristiani, musulmani e ebraici si avvicendano tra le strade che percorriamo: la Cattedrale del Sacro Cuore ✝️, la Moschea dell’Imperatore ☪️ e la Sinagoga ashkenazita ✡️. Ciò che colpisce è che la città sembra non voglia cancellare i segni del passato doloroso, ma li esalti e, infatti, la nostra attenzione si posa inevitabilmente sulle famose “Rose di Sarajevo“, segni indelebili dei bombardamenti che sono stati riempiti di rosso ad eterna memoria. Ma i ricordi di quei sanguinosi giorni è presente ovunque passeggiando per la città: sul Viale dei cecchini i segni dei bombardamenti sui palazzi sono evidenti e i cimiteri disseminati nelle aiuole non possono che ricordare quei tristi momenti.

Sarajevo è stata anche protagonista della storia mondiale e quindi è stato inevitabile per noi arrivare sul Ponte latino, luogo del famoso assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando, evento che ha poi dato inizio alla Prima guerra mondiale. Particolarmente interessante è stato passeggiare tra i vicoli del quartiere turco, Baščaršija, entrare nel Bazar e assaporare antiche tradizioni. Sembra davvero di essere in una dimensione lontana da quella europea. Prima di vedere con i nostri occhi la città, il pregiudizio che Sarajevo fosse una città abbattuta e arretrata era molto forte, ma passeggiando e osservando, ci siamo resi conto come la città si sia sviluppata, cercando di riscattarsi ed evolversi: il turismo la rende un luogo estremamente vivace. Sarajevo merita una visita più approfondita, chissà magari un giorno riusciremo a tornarci…

Il percorso per tornare a Međugorje è lungo circa 3 ore, pertanto ci rimettiamo in viaggio verso l’albergo per permettere alle nostre pupe di avere un momento ludico e spensierato dopo aver immagazzinato un bel po’ di emozioni attraversando una città così particolare come Sarajevo.

16° giorno, 09 agosto – Cascate di Kravice e Mostar

È il nostro ultimo giorno in Bosnia, ma di cose da visitare ne abbiamo ancora molte in programma! La mattinata la dedichiamo alla visita delle vicine Cascate di Kravice, situate nel comune di Ljubuški. Il parcheggio per le auto è a pagamento e i biglietti di ingresso costano 10 per gli adulti e 5 per i bambini dopo i 7 anni. Per scendere alle cascate si deve percorrere circa un chilometro, si può fare a piedi oppure vi è un trenino che con 1 ti porta a destinazione. Decidiamo di scendere a piedi, dato il breve percorso e quando arriviamo a destinazione lo spettacolo del salto delle cascate è davvero impressionante. Purtroppo, però, è consentito ai turisti di bagnarsi in quelle acque e questo sicuramente non tutela il sito naturalistico, che viene evidentemente danneggiato sia dalla presenza di chioschi e bar sia dal numero elevato dei bagnanti che si immergono nello specchio d’acqua, sporcandolo inevitabilmente. Sostiamo davvero poco tempo e decidiamo di spostarci verso Mostar, che dista circa 40 km dalle cascate.

Mostar è un’altra città che ti resta nel cuore, un gioiello attraversato dal fiume Neretva, mentre lo Stari Most, che resta il suo simbolo principale, svetta orgoglioso dopo la sua ricostruzione. Moschee e minareti puntellano i diversi vicoli. Abbiamo la possibilità di entrare in una di queste, la Moschea Koski Mehmed Pasha, che è ormai aperta ai turisti pagando un biglietto di ingresso. Entrando, ci si imbatte in un piccolo cimitero e, considerando che il caldo della giornata è davvero asfissiante, approfittiamo per bagnarci nella fontana per le abluzioni. Entriamo all’interno della moschea per apprezzarne la bellezza e osservare i fedeli che pregano. Essendo ormai sconsacrata, le donne possono entrarvi all’interno coprendosi le gambe con dei foulard che sono a disposizione all’ingresso.

Perdersi nei vicoli di Mostar è l’unico modo per godersi a pieno la città. Ci si trova così a girare per il mercato, appena fuori dalla Moschea Koski, per il Kujundžiluk, il vecchio bazar che rappresenta il posto più antico e la cui ricostruzione è stata completata nel 2004, e per tanti altri vicoli che custodiscono botteghe in cui chincaglierie varie richiamano un tempo passato, anche quello di Tito, il padre della Jugoslavia socialista.

Uscendo dal centro storico e tornando verso il parcheggio, ci imbattiamo in uno dei tanti cimiteri disseminati nella città. Accidentalmente lo sguardo si posa su una lapide che indica le seguenti date: 1981-1992 (tutte le date di morte segnavano il 1992), considerando che siamo nati nel 1980, la riflessione spontanea è stata: potevamo esserci noi…insomma, siamo solo stati fortunati a nascere in un posto diverso in quel momento storico!

18° giorno, 10 agosto – Partenza

È finita la nostra vacanza, si rientra in Croazia, a Spalato, dalla Bosnia per imbarcarci e navigare alla volta di Ancona.

È anche il momento delle considerazioni finali: la Croazia è un Paese decisamente moderno, pulito, con uno sguardo fiero e orgoglioso, ma rivolto principalmente verso la Mittel-Europa. Le sue isole regalano paesaggi stupendi, spiagge libere sempre attrezzate e un mare sempre fresco e cristallino, nonostante noi crediamo che si possano tenere un po’ più a distanza le imbarcazioni dalla riva.

Per quanto riguarda la Bosnia, invece, in particolare Sarajevo e Mostar, abbiamo constatato che non vi è un turismo di massa e per noi non è stata affatto una visita spensierata. Ci ha fatto riflettere e ha lasciato segni profondi nelle nostre coscienze, anche dal punto di vista spirituale.

Alla prossimaaa……👋👋👋👋👋

Alcuni dati del nostro tour
  • 3210 Km percorsi;
  • 55:47 ore di auto;
  • 17 notti in tour;
  • 6 location;
  • 2 Stati.

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