Dall’Albania 🇦🇱 alla Penisola Calcidica 🇬🇷 passando per le Sacre Meteore

1° giorno, 7 agosto – Brindisi-Igoumenitsa-Saranda

Si parte…..alla volta dell’Albania e della Grecia per un viaggio che si preannuncia molto impegnativo e alla fine lo sarà con i suoi 2070 Km percorsi in lungo e in largo con la nostra auto nella parte meridionale della Penisola Balcanica. Il programma iniziale prevedeva dieci giorni nella Penisola Calcidica (Halkidiki), la parte più orientale della Grecia, che si presenta come un tridente che si affaccia nel mar Egeo. Tuttavia, per spezzare il viaggio, abbiamo pensato di fermarci alcuni giorni nell’Albania meridionale, anche in virtù dell’esplosione di turismo che pare abbia avuto negli ultimi anni. Inoltre, prima di raggiungere la Calcidica, non possiamo non fermarci per una notte nel centro della Grecia per visitare lo spettacolare complesso dei monasteri delle Sacre Meteore.

La partenza è prevista da Brindisi con il traghetto delle 12.00 della Grimaldi Lines e l’arrivo a Igoumenitsa (Grecia) è alle 23.00 ora locale, infatti in Grecia c’è un’ora in più di fuso orario rispetto all’Italia e anche all’Albania. Da Igoumenitsa bisogna poi percorrere circa 30 Km per la frontiera più vicina a Saranda, che è Qafë Botë. Il problema, però, è che questa dogana chiude alle 22.00 ora albanese (23.00 ora greca) ed occorrono 40 minuti di auto per raggiungerla. Ora, essere arrivati molto presto all’imbarco a Brindisi non si rivela una buona strategia, infatti chi è arrivato per primo, esce per ultimo dal traghetto e così si sono fatte già le 22.30. L’ipotesi alternativa è dirigersi direttamente alla frontiera di Kakavia, che è sempre aperta, ma occorrono quasi 2 ore da Igoumenitsa, per poi dover percorrere da Kakavia ancora un’ora per raggiungere Saranda…sfidiamo la sorte e andiamo per Qafë Botë, sperando di recuperare qualche minuto e riuscire a passare il confine in tempo. Arriviamo alla dogana alle 22.15 (ora albanese), quindi con un evidente ritardo insieme ad un’altra famiglia italiana che ci precedeva…non c’è nulla da fare: il funzionario della dogana dice perentorio che la frontiera è chiusa e bisogna andare a Kakavia, ma poi davanti alle nostre suppliche ha ceduto dopo aver risposto correttamente alla sua domanda: «siete italiani?» «Sì». E lui: «Va bene, andate!»…a volte essere italiani paga!

È bene ricordare che in Albania l’assicurazione RCA italiana non è sufficiente per poter circolare tranquillamente, ma occorre stipulare una polizza temporanea valida 15 giorni al costo di 50 euro, sottoscrivibile al momento dell’attraversamento della dogana, alla quale vanno mostrati libretto, patente e documenti validi per l’espatrio di tutti i viaggianti (il certificato di proprietà dell’auto è necessario averlo con sé). Altra cosa importante da sapere è che per il roaming per dati e chiamate è a pagamento e non valgono le condizioni dei contratti telefonici italiani, a differenza della Grecia. Sarebbe opportuno, tuttavia, staccare il roaming già dal traghetto, giacché per arrivare a Igoumenitsa, si costeggia l’Albania e le celle già agganciano le compagnie locali, erodendo credito.

A Saranda abbiamo scelto di soggiornare al Beva Hotel*** (qui la nostra recensione su Booking.com), una struttura ricettiva a gestione familiare essenziale nei servizi erogati, con una buona colazione internazionale e personale gentilissimo che parla e comprende molto bene l’italiano. In Albania la moneta locale è il Lek (100Lek = 1euro), ma è molto gradito anche il pagamento in euro, soprattutto cash, dal momento che ogni transazione con carta ha un costo aggiuntivo e anche per l’operazione di cambio valuta le banche applicano una maggiorazione…conviene munirsi di denaro contante!

Panorama di Saranda

2° giorno, 8 agosto – Ksamil-Parco archeologico di Butrinto

Il nostro soggiorno in Albania comincia con una tappa imperdibile: Ksamil, una località balneare presa letteralmente d’assalto negli ultimi anni dai turisti, infatti non è facile trovare un ombrellone e due lettini in spiaggia, a meno che non si abbia una prenotazione presso i numerosi beach bar che mettono a disposizione dei propri clienti la maggior parte dei loro servizi spiaggia.

Si è parlato tanto negli ultimi mesi del boom turistico dell’economica Albania in confronto ai prezzi esorbitanti dell’Italia e, in particolare, della nostra Puglia. Noi siamo del parere che, al netto di una conclamata differenza del costo della vita tra Italia a Albania, Ksamil e Saranda offrano servizi per tutte le tasche, per cui se è vero che si può trovare una ombrellone e due lettini a 10 euro, è anche vero che a Ksamil siamo riusciti a prendere ombrellone e lettini su una spettacolare passerella in legno sul mare a 50 euro presso il KAPO Restaurant, davanti alle 3 Ishujt, le rigogliose isolette che si trovano di fronte a Ksamil. Il luogo è incantevole, la sabbia è bianca e a grana spessa e dona al mare una colorazione che ricorda i Caraibi.

A Ksamil è difficile trovare spiagge libere, ma, se proprio si vuole risparmiare e godere della natura selvaggia, allora è possibile attraversare dal KAPO Restaurant il tratto di mare che separa la costa dall’isola Ishul Ksamil e posizionarsi lì, a patto di essere abbastanza alti…lo spettacolo di vedere gente provarci e immergersi con tutti i bagagli vale il prezzo del biglietto!

Nel pomeriggio decidiamo di percorrere qualche kilometro più a sud di Ksamil per raggiungere il sito archeologico di Butrinto, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO dal 1992, che si trova all’interno del Parco Nazionale omonimo. Si accede con un biglietto del costo di 10 euro per gli adulti e all’interno si trovano i resti dell’antico insediamento di Butrinto, risalente all’VIII secolo a. C., portati alla luce dall’archeologo italiano Luigi Maria Ugolini tra il 1928 e il 1939. I resti mettono in luce la commistione dei vari stili architettonici in seguito alle diverse dominazioni da quelle greca, con l’Agorà, il Ginnasio e il Santuario di Asclepio, a quella romana, con le Terme e il Teatro, fino al Battistero bizantino e al Castello veneziano. Immersi nella natura e nella storia di questo Paese così vicino a noi e così sconosciuto, abbiamo passeggiato per circa due ore, ammirando le tracce del passato.

Tra mare e archeologia si è fatta sera e lo stomaco si è ribellato. Il traffico è sempre piuttosto sostenuto tra Ksamil e Saranda, per cui l’idea di tornare a Saranda per cenare potrebbe far insorgere le bambine, meglio approfittare del profumo proveniente dal Grill Zone, situato all’inizio di Ksamil, mentre comincia l’incolonnamento di auto. In linea generale, si può affermare che in queste località turistiche dell’Albania si trovano menù adatti ad una clientela internazionale, per cui grigliate di pesce e di carne sono sempre disponibili, insieme a primi ai frutti di mare, a discapito di specialità locali, che avremmo gradito trovare.

3° giorno, 9 agosto – Syri i Kaltër (Blue Eye)-Saranda

La mattina per noi la sveglia suona sempre presto. Dopo la colazione si è già pronti in direzione Syri i Kaltër (Blue Eye), la spettacolare sorgente del fiume Bistricë che emerge gorgheggiante dal profondo della terra alla temperatura di circa 8 gradi. Ci si impiega circa mezz’ora in auto da Saranda e, giunti al parcheggio a pagamento (300 Lek per 4 ore), si accede al sito naturalistico con solo 2 euro a testa. Bisogna percorrere a piedi un percorso lastricato di meno di un’ora sotto il sole per poi entrare nell’area boschiva in cui è situata la sorgente. Si può ammirare dall’alto il Blue Eye con le sue acque cristalline da una piattaforma. La zona della sorgente è transennata, dal momento che non è possibile immergersi, ma poco più avanti, nei pressi di una taverna, scorre il fiume Bistricë, nel quale potersi bagnare i piedi e non solo…un’esperienza che solo i più temerari possono affrontare!

La giornata prosegue con un bagno in una spiaggia della città di Saranda al modico prezzo di 15 euro per due lettini in una zona ombreggiata (ce n’erano anche a 10 euro nelle ultime file e 30 nelle prime). Qui il mare non ci ha colpiti in maniera particolare, sia perché i colori non erano paragonabili a quelli di Ksamil sia perché noi non amiamo molto le spiagge con i ciottoli, ma anche perché nella baia che abbiamo scelto l’acqua non era molto pulita (forse per la quantità di bagnanti). Tuttavia, il panorama che si stagliava davanti era davvero notevole, infatti si poteva ammirare l’intera isola di Corfù insieme ad un tramonto mozzafiato.

In serata, dopo la cena a base di pesce in un ristorante sulla strada principale di Saranda (70 euro in quattro per un antipasto, due primi abbondanti e un secondo sembra una buona cifra!), abbiamo fatto un giro sul lungomare della città. Si rimane basiti dal susseguirsi di hotel di lusso, locali, bar sulla spiaggia lungo quella che è l’unica strada che termina poi con il porto. Dance hall, musica assordante e orde di ragazzi e ragazze di tutte le nazionalità animavano la serata, al punto di avere l’impressione di essere nella riviera romagnola nel suo periodo migliore.

Certo, siamo consapevoli del fatto che aver trascorso due giorni nella zona più turistica e internazionale dell’Albania non è sufficiente per poter avere un quadro globale dei servizi offerti in tutta la nazione, che ci ripromettiamo di visitare in futuro. Tuttavia, per quello che abbiamo potuto constatare, ci resta un ricordo positivo, fatto di gentilezza, cordialità, servizi adeguati alla spesa che si intende affrontare e luoghi naturali ben tenuti che vale la pena di apprezzare.

4° giorno, 10 agosto – Saranda-Kalampaka e le Sacre Meteore

Dopo aver saggiato con tutta la nostra famiglia le bellezze naturali, e non solo, dell’Albania tra Saranda, Ksamil, lo spettacolare Syri i Kaltër (Blue Eye) e il sito archeologico all’interno del Parco Nazionale di Butrinto, è il momento per i mattiperiviaggi di passare in Grecia per tuffarsi nelle cristalline acque della Penisola Calcidica, non prima, però, di aver visitato il complesso di monasteri ortodossi delle Sacre Meteore.

Da Saranda, attraversando la dogana di Kakavia, occorrono almeno tre ore e mezzo di auto per raggiungere Kalampaka (o Kalambaka) in Grecia, di cui un’ora in territorio albanese tra montagne e sconfinate pianure. A Kalampaka sono situati i sei complessi monastici delle Sacre Meteore, ancora oggi abitati da monaci ortodossi. La spettacolarità di queste architetture sta nel fatto di essere collocati sul cucuzzolo di sei diverse rocce ad un’altezza di circa 500/600 metri sul livello del mare. Si tratta di un luogo molto frequentato da turisti, soprattutto provenienti da Paesi di fede ortodossa, sempre molto composti e rispettosi del clima di spiritualità che si respira in ogni monastero.

Per raggiungere i sei complessi monastici è possibile attrezzarsi e godere dello spettacolo mediante percorsi trekking (come mostra la mappa in basso) oppure attraverso viaggi organizzati da agenzie che si trovano nel paese di Kalampaka. Per i turisti “fai da te” ci sono parcheggi nei pressi delle architetture, da cui poi salire scale o fare brevi percorsi a piedi, ma è importante sapere che ci sono degli orari da rispettare e anche dei giorni di chiusura, per cui è necessario organizzarsi adeguatamente, altrimenti si rischia di fare un viaggio a vuoto (tutte le info nella tabella in basso).

MonasteroGrande MeteoraVarlaamAgios Nikolaos AnapafsasAgia TriasRoussanouAgios Stephanos
Estate9.00-15.009.00-16.009.00-17.009.00-16.009.00-16.009.00-13.30 15.30-17.30
dal 1° aprile al 31 ottobreChiuso il martedìChiuso il venerdìChiuso il venerdìChiuso il giovedìChiuso il mercoledìChiuso il lunedì
Inverno9.00-14.009.00-15.009.00-15.009.00-16.009.00-14.009.30-13.00 15.00-17.00
dal 1° novembre al 31 marzoChiuso il martedì, mercoledì e giovedìChiuso il giovedì e il venerdìChiuso il venerdìChiuso il mercoledì e il giovedìChiuso il mercoledìChiuso il lunedì
Orari di apertura delle Sacre Meteore

Essendo arrivati a Kalampaka di giovedì e, tra l’altro, nel primo pomeriggio, riusciamo a visitare solo la Grande Meteora, il più grande a antico complesso, Varlaam, che è nelle sue immediate vicinanze, e poi Agios Nikolaos. Per visitare ciascun monastero è necessario pagare un biglietto di 3 euro, ma è anche importante sapere che le donne devono indossare una gonna, infatti nel caso in cui abbiano dei pantaloni, bisogna comprare in loco un foulard da mettere intorno al cinto.

Non vediamo l’ora di poter fare la nostra prima cena greca di questo 2023, per cui scegliamo una delle più caratteristiche taverne di Kalambaka, To Paramithi, dove possiamo gustare moussaka, souvlaki, funghi freschi e altri piatti tipici greci, accompagnati dal suono di un immancabile Buzuki (strumento musicale simile ad un mandolino) che intona il folkloristico Sirtaki…non attendevamo altro. Per una sola notte abbiamo soggiornato in una casa di campagna, Elaias Gea (qui la nostra recensione su booking.com), situata un po’ fuori dal centro abitato, ma tutta a nostra disposizione.

5° giorno, 11 agosto – Salonicco-Spiaggia di Epanomi

Percorrendo sulle comode ed economiche (si paga da 1,20 euro a 2 euro ogni 70/80 km circa) autostrade greche tre ore in direzione est da Kalambaka si arriva a Salonicco, che è situata sulla strada per raggiungere la Penisola Calcidica, nella regione della Macedonia, e vale la pena di essere visitata. Si tratta della seconda città più grande della Grecia, dopo Atene, ma ha tutta l’aria di somigliare alle grandi metropoli sul mare, molto simile alla nostra Bari, a Trieste, ma anche a Lisbona. La grande Piazza Aristotele, che si apre direttamente sul mare, è il biglietto da visita di questa città dal fascino multiculturale e la statua in bronzo al suo centro è lì a ricordare la provenienza geografica del sommo filosofo che le dà il nome. Dalla piazza è facile perdersi tra le strade degli storici mercati presenti in città (Kapani e Modiano), in cui è possibile acquistare, o semplicemente osservare, carni appena macellate da esperte mani, pesce fresco a buon prezzo, immancabili olive e tanto altro di tipico e caratteristico. La città si caratterizza per la presenza di numerosi edifici religiosi bizantini/ortodossi, tra cui la Basilica di Santa Sofia, La Chiesa di San Demetrio e quella di San Gregorio Palamas, molto frequentate da fedeli ortodossi di origine orientale. Fra i simboli della città vi è la famosa Torre Bianca collocata sul lungomare, una ex prigione che testimonia il lungo scontro greco-turco avvenuto nella zona in passato. All’interno della Torre è collocato un museo a sei piani che esalta la storia della città e le sue abitudini commerciali e gastronomiche e la visita si conclude sulla terrazza, che regala un panorama mozzafiato della città e del Golfo Termaico su cui si affaccia.

A dire la verità, uno dei motivi per cui amiamo la Grecia sta nel suo street food…quindi è arrivato l’appuntamento con il nostro primo gyros della vacanza, ovviamente pork gyros, il cui profumo inebriante per le strade di Salonicco è un invito a mangiarne a tutte le ore 😋!

La passeggiata culturale nella cittadina sotto il sole cocente di agosto ci ha un po’ sfiancati e anche le bambine reclamano un po’ di mare dopo due giorni di astinenza! La meta è la spiaggia di Epanomi, la più vicina a Salonicco, una distesa di kilometri di spiaggia libera su due versanti, uno con affaccio a nord, solitamente un po’ crespo, e uno rivolto a sud, non esposto a correnti, per cui è una vera tavola, poco affollata con una sabbia molto grossolana e un mare cristallino con tanta fauna…per gli amanti dello snorkeling.

L’ultima sistemazione alberghiera della nostra vacanza è in Penisola Calcidica, a Gerakini, presso l’Asteris Village***, una struttura accogliente, pulita e confortevole a gestione familiare con piscina, colazione continentale e un ristorante aperto fino alle 23.00 per ogni esigenza.

6° giorno, 12 agosto – Penisola di Kassandra – Golden Beach, Polichrono, Kallithea, Afytos

La Penisola Calcidica (Halkidiki), in realtà, è costituita da tre penisole bagnate dal Mar Egeo: Kassandra, la più modaiola e più adatta ai giovani, Sithonia, la più selvaggia, ma con le spiagge più belle, e Monte Athos, che è percorribile fino a Ouranopoli perché la maggior parte della penisola è chiusa ai visitatori, infatti si tratta di una Teocrazia, uno Stato monastico autonomo gestito dai monaci ortodossi, analogamente allo Stato del Vaticano.

L’Asteris Hotel si trova nella parte iniziale del dito centrale della Calcidica, posizione strategica per raggiungere nell’arco di poco più di un’ora tutto il suo territorio. Oggi ci si dirige verso la Golden Beach a Pallini, sul lato rivolto a est di Kassandra con poco più di un’ora di percorso in auto. La spiaggia è attrezzata con suggestivi lidi e beach bar, ma la spiaggia e il parcheggio libero sono sempre garantiti e considerando che nel nostro programma ci sono più location al giorno, non ci va di investire in ombrelloni e lettini…del resto il relax non fa per noi! Un mare dall’acqua spettacolare si staglia su una sabbia chiarissima, con pochi scogli, adatta alle bambine perché il fondale degrada molto lentamente. La bellezza della Penisola Calcidica, tuttavia, sta in un fatto che bisogna sapere nel momento in cui ci si trova in quelle zone, per evitare di rovinarsi le vacanze: se c’è vento e mare mosso sul versante orientale dei tre denti, occorre recarsi sul versante esposto a ovest e viceversa!

La seconda tappa della giornata è Polychrono, uno dei paesini caratteristici greci, sempre sul versante est di Kassandra. Il punto è che sono le 15.00 e i profumi provenienti dalle tipiche taverne posizionate tutte sul lungomare a mo’ di sirene ammaliatrici non ci lascia scampo e così la Taberna En Plo conquista con i suoi colori il nostro cuore e la nostra gola. C’è questa cosa bellissima della Grecia che adoriamo e che, purtroppo, non si trova in Italia: i ristoranti e le taverne sono sempre aperti ed è sempre possibile pranzare/cenare anche in orari pomeridiani! Abbiamo deciso di alternare il pesce alla carne in questa nostra vacanza e così oggi è giorno di pesce: calamari fritti e grigliati, pasta ai frutti di mare e vino a soli 50 euro è un giusto prezzo!

Molto spesso i ristoranti hanno a disposizione ombrelloni e lettini nella spiaggia antistante, in corrispondenza del proprio locale, e anche En Plo con ulteriori 10 euro ci fornisce tale servizio comprensivo di due bevande…un po’ di relax per la digestione ci sta!

La terza tappa della giornata prevede un bagno nella località di Kallithea, anche in questo caso scegliamo la spiaggia libera, perlopiù deserta, per un rilassante bagno pomeridiano fino al tramonto.

Concludiamo la giornata con una passeggiata nel paesino di Afytos, solo qualche kilometro a nord di Kallithea. Si tratta di una località estremamente turistica con tantissimi ristoranti di pesce fresco (aragoste, astici e tanto altro si vendono a peso su banconi molti invitanti) con un affaccio strepitoso sul mare. Anche qui il richiamo del gyros dopo la fatica della giornata diventa insistente e noi non possiamo che cedervi, prima di tornare in hotel.

7° giorno, 13 agosto – Penisola di Sithonia – Karidi beach, Kalamitsi, Porto Koufo, Toroni

Oggi andiamo all’esplorazione di Sithonia, il dito centrale della Penisola Calcidica, e in meno di un’ora dal nostro hotel siamo a Karidi Beach, da noi ribattezzata la Piccola Seychelles 😎 in virtù delle rocce che affiorano ai lati della spiaggia sabbiosa. Purtroppo anche oggi c’è vento e molta corrente sul versante est della Calcidica, il mare si presenta leggermente increspato, ma ciò non toglie nulla alla possibilità di fare un rinfrescante bagno nelle basse acque e delle bellissime foto!

Dopo qualche ora nella spiaggia libera di Karidi, decidiamo di cambiare, in cerca di qualche cala più riparata sul versante est. Sulla carta pare che la spiaggia Sikia sia abbastanza riparata dal vento, ma, invece, una volta raggiunta è completamente deserta e impraticabile, per cui scendiamo ancora qualche kilometro e giungiamo alla punta di Sithonia, nella spiaggia libera di Kalamitsi, esposta a sud. Nonostante un po’ di vento e qualche onda, le condizioni per un bagno sono ottimali, anzi i cavalloni sulla bassa spiaggia di piccoli ciottoli si rivela il divertimento preferito delle bambine, che non vogliono più uscire dall’acqua.

Nel pomeriggio avanzato decidiamo di proseguire il giro di Sithonia ed è allora che scopriamo che il mare sul versante ovest è una tavola, ma la fame ormai si fa sentire e optiamo per un pranzo/cena di pesce alle 17.00 nella taverna Porto Marina a Porto Koufo, un paesino di pescatori collocato all’interno di un golfo, quasi un fiordo, dalle acque invitanti con riflessi color smeraldo dalle quali sono visibili molti enormi ricci di mare.

Ultima tappa è la spiaggia di Toroni, poco più a nord di Porto Koufo, dove abbiamo atteso che il sole producesse con il suo tramonto uno degli spettacoli più belli delle nostre vacanze in Grecia.

8° giorno, 14 agosto – Penisola del Monte Athos – Isola di Ammouliani, Ouranopoli

Esploriamo l’ultimo dei tre bracci della Penisola Calcidica, quella che prende il nome dal Monte Athos, situato nella parte finale del promontorio. Considerato il fatto che il tempo non è il massimo per un bagno, optiamo per un giro sull’Isola di Ammouliani, imbarcando l’auto su un traghetto che fa la spola dalla località di Tripiti con soli 48 euro A/R (4pax + auto). Sull’Isola di Ammouliani ci rechiamo direttamente nella spiaggia più famosa: Alikes Beach, dove rischiamo di rimanere impantanati nella sabbia soffice: attenzione ai parcheggi, se un posto è vuoto, non è detto che sia libero!!! La spiaggia di Alikes si presenta con il mare calmissimo come una tavola, una sabbia chiara e soffice, ma un fondale ben presto profondo, solo che il cielo riflette un grigiore che non permette al mare di mostrarsi in tutta la sua bellezza.

In realtà, il fascino di Ammouliani sta non solo nelle spiagge, ma anche nel caratteristico paesaggio selvaggio sulla costa e accattivante nel centro abitato. Un gyros pita e una Mythos ghiacciata prima di lasciare l’isola sono doverosi!

Una volta sbarcati dal traghetto, ci dirigiamo verso la spiaggia di Ouranopoli, nel lido attrezzato del Thalassa Beach Bar and Restaurant, nel quale alla modica cifra di 8 euro (due consumazioni) occupiamo un ombrellone e due lettini. È arrivato il momento di farsi un bel bagno in una spiaggia dalla sabbia fine e bianca con tantissima fauna, tra cui polpi, ricci, diversi e colorati pesci, mentre il sole comincia a fare capolino e restituisce al mare le sue splendide sfumature, dopo essersi preso due giorni di riposo!

9° giorno, 15 agosto – Penisola di Kassandra, Capo Possidi e Sani Beach

Ferragostooooo!!! Finalmente il sole è tornato a splendere in alto, così riprendiamo il nostro tour, ripartendo dal lato ovest di Kassandra, in particolare dalla spiaggia libera di Possidi Beach, una lunga lingua di sabbia che per diversi kilometri si protende verso il mare. È davvero sorprendente vedere nel giorno di ferragosto una distesa di sabbia adibita a spiaggia libera e nemmeno tanto affollata. Certo, dopo aver lasciato l’auto nel parcheggio libero, occorre camminare per un po’ nella morbida sabbia prima di raggiungere, se si vuole, la parte più estrema del capo, ma bisogna dire che ne vale davvero la pena.

Il sole oggi picchia molto e, poiché non abbiamo con noi un ombrellone, dopo diverse ore in ammollo nelle calme e limpide acque di Possidi Beach, ci spostiamo verso la più movimentata e lussuosa Sani Beach, più a nord di Possidi. Come seconda tappa, optiamo per soli 10 euro per un ombrellone e due lettini nella spiaggia attrezzata dell’Anemos Beach Bar, che offre ai propri clienti sushi, cocktails, fresche bollicine, pizza e tanta musica a palla, ma è ferragosto e il clima di festa è doveroso in questa giornata.

Sani Beach è una tappa imperdibile nella Penisola Calcidica perché per diversi metri l’acqua del mare rimane bassa, calda, quasi termale e, anche per le bambine, il divertimento è assicurato! Inoltre, essendo sul versante est, da questa posizione si possono ammirare spettacolari tramonti.

Prima di lasciare Sani Beach occorre riempire il pancino e la Taverna Anemos sulla spiaggia è la location migliore per attendere il tramonto degustando moussels saganaki (cozze con un guazzetto alla mostarda), polpo alla griglia, calamari fritti e pasta con i gamberoni per una dignitosa cena di ferragosto…ovviamente a prezzi più che convenienti!

Per smaltire la cena ci vuole una bella passeggiata e il paesino di Nea Fokea fa al nostro caso. Anche qui non manca il turismo e le caratteristiche taverne in cui si può cenare tenendo i piedi nella sabbia fresca della sera. Il panorama che si può ammirare dall’alto del promontorio su cui è collocata la Torre/Monastero è stupendo, anche al calar del sole.

10° giorno, 16 agosto – Penisola di Sithonia, Arcipelago delle isole Diaporos

Avevamo previsto il tour delle Diaporos il 12 agosto, ma il tempo non era tanto bello e così avevamo deciso di rimandare al 16 e, infatti, oggi in cielo splende un gran sole…è la giornata giusta per le Diaporos.

Situate sul versante est di Sithonia, l’arcipelago delle isole Diaporos è raggiungibile solo attraverso imbarcazioni private. Occorre recarsi a Vourvourou e noleggiare (con costi che variano da 120 a 170 euro + costo della benzina) un motoscafo da 40 cc, che si può condurre anche senza patentino, per poterle raggiungerle e godersi uno spettacolo unico tra mare cristallino e scenari caraibici. Ma, attenzione: è necessario prenotare con largo anticipo un motoscafo, altrimenti si rischia di rimanere attaccati al palo…soprattutto se si viaggia ad agosto!

Ovviamente, con il cambio di programma e il tempo incerto, non ce la siamo sentiti di prenotare in anticipo un motoscafo, per cui ci rechiamo di prima mattina a Vourvourou e facciamo il giro di tutti i noleggi, sperando di trovare qualche imbarcazione disponibile (anche a remi!), ma nulla! Quando stavamo perdendo tutte le speranze, si affaccia una proposta allettante, sebbene più dispendiosa, dal noleggio Barracuda: uscita dalle 11.30 alle 16.00 in motoscafo da 150 cc con skipper….accettiamo al volo!

L’uscita con Vangeli (Angelo per gli italiani) si rivela la più bella esperienza di tutta la vacanza. Ci affidiamo totalmente alla conoscenza approfondita del nostro skipper, il quale ci conduce prima nella Koumaroudes Beach poi in altre spiagge e, infine, nell’affollata Blue Lagoon, la più spettacolare delle Diaporos, rimanendo sempre a nostra disposizione per foto ed ogni altra esigenza.

Consigliamo assolutamente di visitare le isole Diaporos, ne vale veramente la pena, per la bellezza delle spiagge e per le acque cristalline, ma meglio prenotare con anticipo, magari con Barracuda (+306970936826) e con lo skipper Vangeli 😍, anche perché di inesperti/e che si avventurano con imbarcazioni senza averle mai pilotate ne abbiamo visti/e diversi/e 🤦‍♂️…non rischiate di rovinarvi le vacanze!

11° giorno, 17 agosto – Ioannina, Lago Pamvotida, Igoumenitsa

Purtroppo, bisogna ripartire e lasciare la Grecia ci mette sempre molta tristezza 😞

Approfittiamo, tuttavia, per spezzare un po’ il viaggio di ritorno e ci fermiamo sul Lago di Pamvotida a Ioannina…è evidente che non vogliamo tornare a casa. Il lago non è balneabile, ma Ioannina si rivela una caratteristica cittadina con richiami più balcanici, anche turchi, che spiccatamente greci. Non a caso in città e sull’isoletta situata all’interno del lago, che si può visitare grazie ad un battello che fa la spola (al costo di 2 euro a persona, bambini/e gratis fino ai 5 anni), vi è la celebrazione del personaggio di Alì Pascià Telepeni, politico e militare albanese…il cui nome è diventato un tormentone per le nostre bambine!

A Igoumenitsa c’è ancora tempo per una cena greca a base di kontosouvli, souvlaki e pita gyros e poi….a casa…a programmare la prossima uscita!

La tristezza del rientro 😞…

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